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Pallanuoto femminile, battuta la Grecia: l’Italia è sul tetto d’Europa

Recco. La nazionale di pallanuoto femminile, composta per sette quattordicesimi da giocatrici della Pro Recco, torna sul tetto d’Europa dopo nove anni, come a Lubjana 2003, vigilia della trionfale Olimpiade di Atene che chiuse il ciclo della squadra più forte di tutti i tempi. Battute le campionesse del mondo della Grecia ad Eindhoven, nella rivincita più prestigiosa: dopo i ko nei quarti dei Mondiali di Roma 2009 e nelle semifinali degli Europei di Zagabria 2010 e dei Mondiali di Shanghai 2011.

La straordinaria medaglia d’oro, peraltro conquistata da una squadra protesa, anche sotto il profilo della preparazione, verso le qualificazioni olimpiche, in programma al centro federale Bruno Bianchi di Trieste dal 15 al 22 aprile, testimonia la forza di un gruppo formato dal commissario tecnico Fabio Conti. Un team capace in un anno e mezzo di riportare la nazionale tra le quattro grandi a livello internazionale: argento in World League a Tianjin, quarto posto ai Mondiali di Shanghai, ora d’oro nei Paesi Bassi.

Un percorso esaltante, reso possibile dalle sinergie poste in atto con le società, da uno staff che risponde a tutte le esigenze esperenziali, tattiche, tecniche e fisiche della squadra e dalla disponibilità del centro federale di Ostia, dotato di piscina coperta e scoperta, foresteria, palestra e ristorante a pochi passi dal mare.

Questa medaglia ha tanti volti, passati diversi e futuri accumunati da un unico obiettivo: i Giochi di Londra 2012. C’è la “portiera” Elena Gigli, la più giovane olimpionica dello sport italiano, che forma con Giulia Gorlero una coppia affidabile e competitiva; la “cazzimma” di Simona Abbate cresciuta tra le tante palestre pugilistiche di Marcianise; la potenza di capitan Elisa Casanova, 38 anni divisi tra nuoto e pallanuoto, che prima ti sorride e poi ti spegne con una battuta al veleno; la velocità di Teresa Frassinetti, elegante sincronette in passato, timida fuori e leonessa in vasca; il talento di Roberta Bianconi e Giulia Emmolo, feroci dal perimetro, con Rosaria Aiello ed Elisa Queirolo le più giovani del gruppo; l’acquaticità innata di Aleksandra Cotti, polvere da sparo che ti risolve i problemi; la costanza difensiva di Giulia Rambaldi Guidasci che soffre e spinge come poche; l’intelligenza dell’esile Allegra Lapi e l’esplosività ipertalentuosa di Tania Di Mario, tra le più grandi interpreti della pallanuoto moderna.

In vasca già per l’oro a Prato 1999 e con un palmares quasi ineguagliabile: un oro olimpico, un oro e un argento mondiale, tre ori e due argenti europei, che si aggiungono ai tredici scudetti e sette coppe dei campioni vinti con l’Orizzonte Catania. E’ il gruppo di Fabio Conti, 39enne tecnico romano, papà di Alexander nato poco più di un mese fa dalla relazione con l’ex pallanuotista russa Tatiana Lvova. Cinque settimane da ricordare per tutta la vita.

Meravigliosa, impeccabile l’Italia del primo tempo che, subito l’1 – 0 di Psouni, piazza un break di 4 a 0 con una palomba di Bianconi a 4’04”, le trasformazioni di Emmolo a 5’31” e Abbate a 7’05” di due superiorità numeriche e il rigore di Bianconi a 7’43”. Tutti e tre i falli gravi conquistati da Frassinetti.

Nel secondo tempo il gioco si stringe molto verso il centro. Asimaki sfrutta la prima superiorità numerica ellenica, che rimarrà tale per tutta la frazione con Gigli protagonista. L’Italia non realizza nelle due occasioni sette contro sei, ma con due combinazioni Cotti – Casanova a 4’48” e Bianconi – Frassinetti a 6’28” per il 6 – 2. Centroboa grandi protagonisti.

Nel terzo tempo le italiane raggiungono due volte il + 6. Prima alimentano il break in corso sino al 4 a 0 con la terza superiorità numerica su cinque trasformata da Abbate e una perfetta palomba di Bianconi (8 – 2 a 1’49”); poi rispondono ancora con una palombella di Abbate e con un tiro dalla distanza di Di Mario (10 – 4 a 6’11”) al ritorno di Roumpesi e Gerolymou in più. Nel frattempo Diamantopoulou aveva sostituito in porta Kouvdou. Nel finale di tempo il – 5 di Asimaki. Siamo a un tempo dal titolo continentale.

La zona dell’Italia si domostra imperforabile anche nel quarto tempo. E’ un bel vedere le italiane spadroneggiare in acqua andando su e giù come se non accusassero la fatica. Leggere, sincronizzate, vanno sull’11 – 5 ancora con una botta di Abbate a 0’27” e raggiugno per la terza volta il + 6 con Bianconi in superiorità numerica a 2’47”. La Grecia prova a rientrare in partita con le reti di Tsoulaka (11 – 6 e 12 – 8) e Roumpesi (12 – 7) a – 3′ ma è solo un leggerissimo momento di flessione. L’Italia si tira su e chiude i giochi con Queirolo dalla distanza: 13 – 8 a – 2’21”. Nel finale le reti di Gerolymou e Asimaki, utili solo per le statistiche. Il “setterosa” è campione d’Europa.

“Siamo partiti da molto lontano – afferma il presidente della Fin Paolo Barelli -, ma grazie a questo gruppo costituito da Fabio Conti, e dalle sinergie poste in atto con tecnici e società, abbiamo bruciato le tappe. Il Setterosa è già grande, ha battuto le campionesse olimpiche dell’Olanda, quelle europee della Russia e quelle mondiali della Grecia, dà forti segnali di crescita e continuità. Vedere così tanti rappresentanti delle società a Eindhoven ci fa piacere. Vuol dire che il mondo della pallanuoto è unito e vincente. Grazie a tutti”.

“Abbiamo giocato in maniera brillante – dichiara il team leader Giuseppe Marotta -. Questa è la vittoria del gruppo. Desidero ringraziare tutte le ragazze, lo staff tecnico e lo staff del centro federale di Ostia che ci ha consentito di lavorare ad altissimi livelli. Non mi aspettavo una partita così. Abbiamo annichilito le greche dall’inizio non lasciandole respirare e mettendole sotto pressione. Ringrazio le società che hanno creduto nel progetto e che fanno tanti sacrifici insieme alle ragazze per produrre una pallanuoto di alto livello”.

“E’ un’emozione bellissima, ma da qui si riparte subito per lavorare – spiega il commissario tecnico Fabio Conti -. Il nostro obiettivo è la qualificazione olimpica. Questa medaglia è un grande punto di partenza. Partite come queste ci aiutano a crescere, a pensare in grande. L’avevamo preparata così. Giocando a zona. Sapendo di avere un grande portiere e lasciando tirare dal perimetro le greche. La tattica ha funzionato. Le ragazze sono state perfette. Poco prima della fine della partita mi sono commosso. Avevo tanti pensieri in testa, il primo tra questi è Elisa Casanova, che l’anno scorso dopo Shanghai mi aveva detto: ‘Mister, non vincerò mai niente in vita mia’, meditando il ritiro. Ringrazio tutte le ragazze e lo staff”.

“E’ la prima medaglia internazionale della mia carriera – dice il capitano Elisa Casanova -. Può sembrare strano, ma ha un sapore proprio d’oro. Per me vuol dire tanto, perché ci arrivo dopo troppi quarti posti. Penso che nel corso di un torneo, se si è preparati bene, arriva la partita perfetta. Noi l’abbiamo giocata nel momento giusto. Dopo la sconfitta all’esordio con la Grecia abbiamo lavorato molto sulla testa, sulla concentrazione, sull’attenzione. Abbiamo controllato e alimentato il vantaggio per tutta la partita, cedendo qualcosa solo nel finale, quando il risultato non era più in discussione. Questa è la vittoria di un gruppo unito, che è cresciuto moltissimo, che crede nel progetto e nel lavoro del c.t. Fabio Conti e dello staff. Ci sentiamo forti e sappiamo di poter crescere ancora molto”.

“Non ero più abituata – sorride Tania Di Mario -. Questo torneo è stato un crescendo. Siamo diventate forti partita dopo partita. La sconfitta con la Grecia ha innescato la scintilla. Da allora abbiamo giocato ogni partita con aggressività. Il nostro obiettivo è la qualificazione olimpica, ma quuesto è un dolce intermezzo. Sono rientrata in questo gruppo, portando qualcosa che avevamo dentro noi del ‘setterosa’ campione di tutto. Non so spiegarvi cosa sia. Ma spero di riuscire a trasmetterlo alle ragazze che sono state eccezionali”.

Il tabellino:
Grecia – Italia 10 – 13
(Parziali: 1 – 4, 1 – 2, 3 – 4, 5 – 3)
Grecia: Kouvdou, Tsoulaka 2, Melidoni, Psouni 1, Liosi, Avraimodou, Asimaki 3, Roumpesi 2, Gerolymou 2, Manolioudaki, Antonakou, Lara, Diamantopoulou. All. Morfesis.
Italia: Gigli, Abbate 4, Casanova 1, Aiello, Queirolo 1, Lapi, Di Mario 1, Bianconi 4, Emmolo 1, Rambaldi Guidasci, Cotti, Frassinetti 1, Gorlero. All. Conti.
Arbitri: Brguljan (Mne) e Golijanin (Srb).
Note: uscita per limite di falli Psouni a 2’32” del quarto tempo; superiorità numeriche 2 su 7 per la Grecia, 4 su 7 più un rigore segnato per l’Italia.