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Pallanuoto, Europei: l’Italia sbaglia troppo con l’uomo in più e va a sbattere contro il gioco fisico dei serbi

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Recco. Si interrompe in semifinale la bracciata verso la medaglia d’oro dell’Italia campione del mondo. Vince la Serbia 12 – 8, sfruttando il fisico, il metro arbitrale e spaccando la partita con le frazioni centrali di 4 a 1 e 3 a 1.

Bloccati sul perimetro, complice l’arbitraggio che privilegia il contatto fisico, gli azzurri, in vantaggio sul 4 – 2 e in chiusura di primo tempo sul 5 – 4, pagano la bassa percentuale in superiorità numerica (3 su 14) e non riescono a sviluppare il gioco a zona, che ha consentito loro di vincere il titolo iridato. L’Italia giocherà per il bronzo contro la perdente della seconda semifinale, al via alle 20, tra Ungheria e Montenegro.

Primo tempo con l’Italia sull’1 – 0, 3 – 2 e 5 – 4 con reti gol di Gallo a uomini pari, e addirittura sul momentaneo + 2 con Figari (4 – 2). Nel mezzo l’unico vantaggio serbo con Udovicic (2 – 1), che si imbuca nel cuore della difesa, dopo il pari di Aleksic in superiorità numerica; il 2 – 2 di Giorgetti che prende l’ascensore e supera le mani protese della difesa serba con l’uomo in più e i goals in sequenza di Filipovic e Stefan Mitrovic per il tiro diretto del 4 – 4.

Nel secondo tempo cambia la partita. La Serbia, non punita dagli arbitri, fa sentire il proprio peso fisico e blocca i movimenti che avevano garantito spazio agli attacchi azzurri. L’Italia fallisce tre superiorità numeriche consecutive, la Serbia piazza un break di 4 – 1 realizzato con Filipovic, nuovamente dai cinque metri, Saponjic a 5’20” che dà il vantaggio ripreso da una magia di Felugo (6 – 6) e le reti di Prlainovic in sei contro cinque e Stefan Mitrovic per l’8 – 6 a 7’33”.

Nel mentre espulso Gitto, per una gomitata a Pijetlovic. Si fa durissima. L’Italia non riesce a giocare in velocità e, inchiodata sul perimetro, non trova conclusioni semplici; nel terzo parziale sbaglia altre quattro superiorità numeriche e scivola sul – 5 a causa dei centri di Cuk dalla distanza, Udovicic in controfuga e Filipovic su un rigore contestato che frutta l’ammonizione a Campagna.

A 6’04” si torna al goal dopo otto minuti con Figari per l’11 – 7 con l’uomo in più. Poco per rientrare. Nel quarto parziale Figlioli segna il – 3 a 3’11”; in precedenza altri due errori in superiorità per parte e il palo su rigore di Prlainovic. L’Italia difende bene in inferiorità, ma non si sblocca sette contro sei e a – 1’57” subisce il colpo del ko da Aleksic, che supera con un pallonetto ravvicinato Volarevic, subentrato a Pastorino ad inizio tempo, per il 12 – 8.

“La Serbia ha giocato con maggiore aggressività – afferma il c.t. Campagna -, indirizzando la partita su un contatto fisico non punito dagli arbitri. Non abbiamo perso nulla. Essere qui tra, le prime quattro, è motivo di orgoglio. Ci giocheremo tutto per il bronzo. Purtroppo la nostra zona, che ci ha consentito di vincere il campionato del mondo, non ha funzionato; ma considero questo europeo un’ulteriore tappa per la nostra crescita, soprattutto per continuare ad elevare il nostro gioco”.

“Complimenti alla Serbia – dichiara il capitano Felugo -. E’ stato un match combattuto. Loro non hanno mollato mai. Una delle chiavi è anche la poca prolificità con l’uomo in più. Loro hanno trovato buone soluzioni dai cinque metri; noi invece abbiamo sbagliato tanto”.

“La Serbia ha giocato col dente avvelenato – sottolinea l’attaccante Presciutti -. Covavano tanta rabbia. Noi dobbiamo riprenderci subito e cercare di conquistare il bronzo della continuità, molto prezioso considerato il livello delle quattro semifinaliste”.

Il tabellino:
Italia – Serbia 8 – 12
(Parziali: 5 – 4, 1 – 4, 1 – 3, 1 – 1)
Italia: Pastorino, Perez, Gitto, Figlioli 1, Giorgetti 1, Felugo 1, Figari 2, Gallo 3, Presciutti, Fiorentini, Aicardi, Lapenna, Volarevic. All. Campagna.
Serbia: Soro, Saponjic 1, Gocic, V. Udovicic 2, Cuk 1, Pijetlovic, Nikic, Aleksic 2, Radjen, Filipovic 3, Prlainovic 1, S. Mitrovic 2, B. Mitrovic. All. D. Udovicic.
Arbitri: Levin (Isr) e Teixido (Spa).
Note: usciti per limite di falli Gocic a 4’16” e Radjen a 7’15” del terzo tempo, Aicardi a 1’16” del quarto tempo; espulso con sostituzione Gitto a 7’29” del secondo tempo. Superiorità numeriche 3 su 14 per l’Italia, 5 su 11 più due rigori di cui uno fallito per la Serbia 5/11. Ammoniti per proteste Campagna a 5’37” del terzo tempo e Dejan Udovicic a 4’11” del quarto tempo.