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Ospedale di Ponente, Psi: “Siamo in ritardo di decenni”

villa bombrini

Genova. A partire dagli anni ottanta le tecniche di diagnostica e di interventistica in medicina e chirurgia si sono notevolmente evolute soprattutto con l’introduzione della computeristica e della robotica, con ovvio impiego di apparecchiature complesse, costose e richiedenti personale altamente specializzato.

“Il sistema sanitario ospedaliero ligure era stato progettato prima degli anni ottanta in funzione geografica di trattamento medico e chirurgico degli Assistiti in coerenza con i presidi diagnostici e terapeutici esistenti all’epoca, tale che in quasi tutti i principali Comuni della Regione e le principali circoscrizioni della Città di Genova potevano essere presenti strutture ospedaliere di ricovero – spiega il Responsabile Sanità Ligure Nuovo PSI Roberto Pisani – Attualmente secondo un concetto mondiale ben consolidato si tende per standard di risultato e di costo a centralizzare le strutture di ricovero ospedaliero principali, ed a decentrare e potenziare sul territorio, in Liguria decisamente per natura geografica irregolare, le strutture di primo soccorso e trasporto dei pazienti, mentre gli altri vecchi ospedali sono efficacemente riorganizzati in strutture ambulatoriali, socio-assistenziali e di riabilitazione, quali i cosiddetti “Palazzi della Salute o Palasalute” proposti anche sul territorio genovese da Regione e Comune”.

“E’ sicuramente noto che nel Ponente della città di Genova non è presente una struttura di ricovero ospedaliera concentrica, con caratteristiche di polo completo multifunzionale e polispecialistico, e con buona accessibilità viaria sia superficiale che sotterranea (progetto di metropolitana) e disponibilità di ampie superfici di elisoccorso e di parcheggio automobilistico – prosegue – Le varie aree di possibile pertinenza di costruzione di questa struttura, in primis individuate alla foce del torrente Polcevera, sono state utilizzate ed edificate con numerose opere di secondarietà sociale, anche se in sviluppo estetico moderno e razionale, adibite a uffici, centri commerciali, servizi privati ed altre attività ludiche”.

“Per contro sono state effettuate spese con sprechi abissali per la ristrutturazione e modernizzazione di strutture vetuste e male accessibili come l’Ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, il Padre Antero Micone di Sestri Ponente e il Celesia di Rivarolo. Con tale background, riteniamo perciò che già a partire dai primi anni novanta si sarebbe dovuto intraprendere prioritaria opera di progettazione e costruzione dell’Ospedale del Ponente e che già a partire dai primi anni del duemila una struttura sanitaria di tale rilevanza dovrebbe essere stata attivata e quindi consegnata al beneficio della pubblica utenza. I propositi attuali delle Istituzioni coinvolte (Regione, Comune, ASL), per la costruzione dell’Ospedale del Ponente cittadino presso il sito Villa Durazzo Bombrini di Cornigliano, sono positivi ma tardivi di decenni, ed hanno influenzato in modo notevole il dissesto finanziario della sanità ligure”, conclude.

Responsabile Sanità Ligure Nuovo PSI Roberto Pisani

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