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Cronaca

Omicidio piccolo Ale, respinta richiesta Rasero in appello: il dibattimento non si riaprirà

Processo Rasero - condannato a 26 anni

Genova. “L’art. 603 del codice di procedura penale prevede la rinnovazione dibattimentale quando le nuove prove sono assolutamente necessarie. Evidentemente i giudici hanno ritenuto che non fossero assolutamente necessarie”.

Così l’avvocato difensore di Antonio Rasero, condannato in primo grado a 26 anni di reclusione per l’omicidio del piccolo Alessandro Mathas di 8 mesi, figlio della sua compagna occasionale, Katerina Mathas, avvenuto nella notte tra il 15 e il 16 marzo 2010 in un residence di Nervi, ha commentato la decisione della corte di Appello che, oggi, ha respinto la richiesta di una parziale rinnovazione istruttoria dibattimentale avanzata dai difensori per sentire un testimone e un medico legale.

Secondo la difesa dell’ex broker ci sarebbe stato un teste – l’amico di Katerina Mathas – che “dice di non avere detto tutto”, come spiegato stamani dall’avvocato Vernazza, e per cui “in un processo così delicato” fosse “doveroso sentirlo”.

Novità erano arrivate anche dall’avvocato Luigi Chiappero che aveva “dei motivi nuovi, cioè aggiunti, ai quali ha allegato una consulenza tecnica del dottor Varetto, medico legale di Torino, che esclude che le lesioni che l’accusa afferisce essere da bruciatura siano appunto da bruciatura, ed esclude che siano contestuali al momento della morte, ma precedenti. Di quei “l’istanza di sentire questo medico legale, affinchè venisse a spiegare il perchè è arrivato a queste conclusioni”.

Ma il dibattimento per il processo in corte d’assise d’appello, a carico di Antonio Rasero, non si aprirà. I giudici, infatti, hanno respinto la richiesta dei difensori di Rasero, e hanno invece accettato di acquisire i tabulati telefonici del secondo cellulare della Mathas, due verbali di intervento dei carabinieri, precedenti alla notte dell’omicidio, per il comportamento della donna e i verbali di tutte le dichiarazioni della Mathas sia durante l’udienza preliminare che nell’incidente probatorio.

In primo grado Rasero era stato condannato a 26 anni escluse le aggravanti dei futili motivi e delle sevizie. La Procura Generale aveva presentato appello sostenendone invece la sussistenza. Il processo è stato rinviato al 20 gennaio.