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Cronaca

Naufragio Concordia, la responsabile del servizio clienti: “Ho visto Schettino aiutare i passeggeri”

Genova. “Noi eravamo in ufficio quando abbiamo sentito la botta e poi è subito andata via la luce – spiega Katia Keyvanian, responsabile servizio clienti, oggi in piazza a Genova – subito gli ospiti hanno chiesto di salire sulle scialuppe, ma ci vuole tempo per organizzare le operazioni di sbarco, basti pensare che servono almeno 4 o 5 persone per ammainare una scialuppa”.

La responsabile spiega che il loro primo obiettivo è stato quello di cercare di mantenere la calma. “In quel momento non era ancora stato dato l’allarme perché prima bisognava fare le verifiche del caso – continua – finché non si ha la certezza di quello che è accaduto, infatti, non si possono far scendere le persone anche perché potrebbero notevolmente aumentare i rischi. Quando l’ordine di far evacuare i passeggeri è arrivato abbiamo tutti incominciato le operazioni, prima di tutto pensando alla salvezza degli ospiti”.

Katia Keyvanian ha proseguito rispondendo alle persone che hanno criticato l’operato del personale. “Sentivamo il dovere di salvare le persone e invece ci hanno dipinti come negligenti – conclude – Tengo anche a precisare che ho visto il comandante Schettino intorno alle 23.45 sulla prua del ponte tre sulla prua e stava aiutando i passeggeri ad abbandonare la nave”.

Un’altra donna membro dell’equipaggio racconta il massimo impegno usato per mettere in campo le operazioni di salvataggio. “Dopo i primi due fischi di falla a bordo ci siamo recati a prendere giubbotti di salvataggio e da abbiamo incominciato tutte le procedure di sbarco, come da istruzioni dei nostri ufficiali – spiega – Io ricevuto l’ ordine di sbarcare sulla scialuppa con i miei passeggeri, che erano 147, ma non riesco a ricordarmi con precisione che ora fosse. Ero sul lato di dritta, quello attualmente sommerso, Master Station A, lancia numero 5. Oggi siamo qui per poter dire che abbiamo fatto il nostro lavoro al meglio delle nostre capacità, seguendo l’addestramento ricevuto nei training settimanali che ci hanno insegnato ogni cosa su come agire in caso di emergenza di qualunque tipo”.