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Cronaca

Moschea al Lagaccio, audizione a Tursi: l’arrivo dell’Imam surriscalda gli animi

Genova. Agg. h.12.11 All’arrivo dell’Imam, Husein Salah, per la prevista audizione in conferenza capigruppo a Tursi, si è reso necessario l’intervento della Polizia Municipale per tranquillizzare gli animi surriscaldati di alcuni rappresentanti del Comitato Cittadini Centro Est. Il presidente Felice Ravelli è stato anche identificato dai vigili dopo aver dato in escandescenza. “E’ casa nostra, non ci dovere venire” è la frase rivolta al rappresentante della comunità musulmana in procinto di entrare in Sala Giunta Nuova.

La tensione a palazzo Tursi si taglia con il coltello: dalle 11 sono iniziate le audizioni dei soggetti interessati alla costruzione della moschea al Lagaccio: l’imam, il Comitato Cittadini Centro Est (contrario) e l’Associazione Arcipelago (favorevole).

Fin dai primi minuti, davanti alla sala Giunta Nuova, si sono registrati i primi battibecchi tra i Comitati. Un botta e risposta che sottolinea come il tema sia particolarmente delicato, non solo a livello politico. “Spuntano i funghi” è il “saluto” che il presidente del Comitato Cittadini Centro Est ha rivolto ai rappresentanti dell’Associazione Arcipelago Lagaccio. “Non hai niente da fare” la risposta al vetriolo. Ravalli ha anche protestato per il trattamento iniquo subito: dieci rappresentanti dell’Arcipelago contro quattro del Comitato Centro Est. Il nervosismo è palpabile.

“Non abbiamo mai detto nulla contro la moschea, semplicemente non la vogliamo lì perché quell’area appartiene al quartiere dal 1970”. Il presidente del Comitato Cittadini Centro Est, Felice Ravalli, oggi in audizione dai capigruppo di Tursi, non usa mezze misure: la moschea al Lagaccio non s’ha da fare. “Il 1970 è anche la data del progetto che poi, rinnovato e approvato dai cittadini, presenteremo oggi ai capigruppo – spiega – i cittadini, e lo testimoniano le firme raccolte, vogliono che quell’area sia adibita a servizi e strutture che al Lagaccio non esistono. Non abbiamo bisogno di una moschea e non perchè siamo razzisti, inutile promettere marciapiedi e riqualificazioni in cambio, perché tanto non lo faranno”. Ravelli punta il dito contro l’operato della giunta Vincenzi, in particolare contro l’assessore Ranieri, ma si dice particolarmente deluso da tutta la politica. La stoccata questa volta è per l’Idv: “Abbiamo avuto rassicurazione dai dipietristi che avrebbero presentato un ordine del giorno per non fare la moschea al Lagaccio, poi scopriamo che invece non lo faranno più. Vogliono prendere in giro tutto il quartiere o credono di prendere i voti così?” sottolinea retoricamente.

Ma le frecciate sono rivolte anche al rappresentante dei musulmani: “Ha detto cose non vere, non siamo razzisiti, non ce ne frega niente di loro, a noi interessa l’area del quartiere. Se andranno da altre parti, non ci sentiranno più”. Secondo il Comitato, al posto dell’area di via Bianco, sarebbero più opportune altri luoghi a disposizione in città: “aree diroccate, ampi spazi abbandonati: in zona Ikea, al porto, nell’area ex Italsider e nell’entroterra. Non vogliamo cedere via Bianco a questi signori, potrebbero andare da un’altra parte e avere luoghi più adeguati, senza scippare l’unico spazio libero ai cittadini del Lagaccio”.

“Noi diciamo che deve essere riconosciuto il diritto di tutti a un luogo dignitoso per poter pregare, così come noi abbiamo la parrocchia nel nostro quartiere – spiega invece Silveria Bosso, associazione Quartiere in Piazza, che fa parte dell’Arcipelago Lagaccio – a noi va bene la costruzione della moschea in qualunque parte di Genova, il Lagaccio non ci sembra, né il meglio nel peggio”.

E in riferimento a Ravalli e al Comitato Cittadini Centro Est: “Noi non ci scontriamo con nessuno, ma riteniamo che una convivenza civile sia l’eredità che vogliamo lasciare ai nostri ragazzi – conclude Silveria Bosso – la nostra società è multiculturale, quindi si deve favorire tutto quello che può far crescere un quartiere in questo senso”.

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