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Cronaca

Liberalizzazioni, Federfarma convocata dal ministro Balduzzi: slitta sciopero farmacie

farmacia

Genova. Agg.h. 18.24. Federfarma comunica di aver deciso di differire la giornata di chiusura delle farmacie proclamata per il 1° febbraio prossimo. “Tale decisione, comunicata all’Autorità di garanzia sul diritto di sciopero, è stata presa alla luce di una serie di segnali di attenzione nei confronti delle richieste avanzate dalla categoria per rendere sostenibile l’impatto sul servizio farmaceutico del decreto-legge sulle liberalizzazioni e in attesa dell’esito degli incontri previsti con il Ministro Balduzzi e con la X Commissione Industria del Senato.

I titolari delle 296 farmacie private della provincia di Genova aderiranno allo sciopero nazionale indetto da Federfarma mercoledì 1° febbraio contro la manovra “Cresci Italia” che, tra l’altro, introduce nel settore nuovi orari di apertura, flessibili e discrezionali, e la possibilità di applicare sconti su tutti i farmaci a carico dei pazienti, minando così un sistema messo a punto negli anni sull”esperienza e la professionalità di specialisti di settore.

Resteranno a disposizione dei cittadini le farmacie di turno, nel rispetto della normativa vigente che garantisce la fornitura del servizio minimo.

“Per noi il cliente non è un consumatore ma un paziente da ascoltare e consigliare – commenta Giuseppe Castello, presidente di Federfarma Genova – Noi vogliamo continuare a fornire ai nostri clienti un servizio di qualità. Se il decreto “Cresci Italia” diverrà legge questo probabilmente per molti di noi non sarà più possibile”.

“Noi non siamo contrari ad una revisione degli orari di apertura – dice Castello – Ma questa deve essere realizzata in modo ragionato. Occorre dunque un tavolo di concertazione con i Comuni e la Regione per mettere a punto un regolamento che garantisca l’erogazione di un servizio adeguato e coerente con gli standard a cui i genovesi sono abituati. Alcune farmacie rischieranno di non avere tutti i farmaci immediatamente disponibili, costringendo i pazienti a doverli ordinare e dunque attenderne l’arrivo. Altre farmacie non potranno garantire la costante presenza di più farmacisti a disposizione dei clienti.

Per quanto concerne i prezzi, secondo Giuseppe Castello “Ci sono due soluzioni: o lo Stato stabilisce il prezzo più basso del farmaco, imponendolo, uguale, in tutta Italia, oppure ci consente di trattare direttamente con le industrie farmaceutiche così da ottenere uno sconto all’origine da proporre poi nella vendita al dettaglio”.