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Cronaca

Le prospettive del biologico nel 2012: nuove cerficazioni e crescita

cibo, paniere, biologico

Revisione del sistema di certificazione, Politica agraria comunitaria e più servizi alle imprese del settore. Il 2012 vedrà il biologico alle prese con queste tre sfide, forte dei successi ottenuti nel 2011. Nonostante la crisi, infatti, il settore ha segnato importanti traguardi nei consumi domestici: gli ultimi dati definitivi, risalenti all’estate del 2011, parlano di un +11% e “per le importazioni ci aspettiamo almeno il doppio”, spiega Paolo Carnemolla, presidente di Federbio, sottolineando che, nonostante i buoni risultati, “ci sono straordinarie opportunità per il settore che ancora non riusciamo a cogliere”.

E nel 2012 si cercherà di porre rimedio. A partire dal sistema di certificazione, ancora basato sulla legge nazionale del 1995. “Nel frattempo il mondo è cambiato, ed è cambiato anche il regolamento europeo, mentre da noi dal 2003 giace in Parlamento una proposta di modifica della legge – spiega Carnemolla – Nel 2012 ci auguriamo di riuscire a mettere in campo la riforma di un sistema che, così com’è oggi, intasa aziende e organismi di certificazione con la burocrazia, impedendo di effettuare controlli efficaci”. La parola d’ordine è dunque ‘ammodernamento’, sebbene le aziende agricole ‘bio’ siano tra le più giovani (nel senso stretto del termine, ovvero per l’età di chi le conduce) del settore. Nella stessa direzione procede infatti l’obiettivo che punta a implementare i servizi alle imprese per raccogliere e vincere la sfida del mercato estero.

“Il settore è cresciuto molto, ma si è poco strutturato – spiega il presidente di Federbio – c’è ancora troppa importazione e troppe aziende italiane che non riescono a vendere i propri prodotti sul mercato”. Una soluzione potrebbe arrivare dalla creazione di piattaforme in grado mettere in relazione fra loro i produttori, accompagnare le imprese all’estero affiancandole nella promozione dei prodotti. “Per questo siamo al lavoro con Bologna Fiere, perché il sistema fieristico è ancora il più adatto per ad affiancare le imprese in questo senso. E anche perché il biologico italiano offre una grande opportunità, quella di rappresentare il made in Italy alimentare sui nuoivi mercati”, dice Carnemolla.

Infine, il 2012 alle prese con la riforma della Politica agricola comunitaria “che si è aperta con la pubblicazione delle proposte dei nuovi regolamenti che dovremo discutere tenendo conto di tutto il sistema di aiuti all’agricoltura che, in Italia, ammonta a 18 miliardi di euro”, quelli previsti nel quinquennio dell’ultima programmazione. Per quanto riguarda il bio “le proposte dell’Unione Europea avanzano ipotesi di sostegno al settore e di riconoscimento del ruolo importante portato avanti dal biologico sul versante della sostenibilità e della tutela dei beni pubblici”, spiega il presidente di Federbio. Dal settore, inoltre, arriva un secco no agli Ogm, “non tanto per questioni ideologiche – sottolinea Carnemolla – quanto perché vista la conformazione del territorio italiano, privo degli spazi sconfinati statunitensi, sarebbe folle pensare di coltivare Ogm senza andare incontro al rischio di contaminazione che, qualora si verificasse, ci obbligherebbe a declassare i nostri prodotti”. “E poi – conclude – mentre il biologico è un settore in crescita e con grandi opportunità, quali siano le opportunità effettive offerte dagli Ogm è ancora da dimostrare”

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