Quantcast
Politica

La crisi Fincantieri azzera il dibattito sulle primarie, Doria raccoglie le firme ed incontra la Pinotti

Genova. Ieri Marta Vincenzi aveva detto che con la questione Fincantieri è difficile parlare di altri problemi. Sentenza rispettata. Marco Doria, aspirante sindaco di Genova, continua nella sua campagna di raccolta firme in via XX Settembre per partecipare alle primarie del centrosinistra e Fincantieri aleggia sempre sullo sfondo.

A sostenerlo, per l’occasione era presente anche Don Gallo, uno degli esponenti della società civile che hanno sostenuto la candidatura del professore genovese. Il feeling tra i due è evidente: “Non ci conoscevamo -spiega Doria, ma è stato subito un colpo di fulmine”. Tra la folla accorsa a firmare od anche solo ad osservare da vicino il candidato ed il prete di strada, anche Roberta Pinotti, avversaria di Doria alle primarie, cui ha voluto stringere la mano.

Il pensiero, in questa giornata, è però tutto teso alla questione Fincantieri ed alla protesta dei lavoratori che temono la chiusura del loro stabilimento.
“La questione Fincantieri -spiega Marco Doria- dimostra tutta la gravità di una crisi economica che deve essere affrontata con spirito diverso. Bisogna valutare l’importanza del cantiere, non solo economica, ma anche simbolica. Per Sestri e per tutta la città. Senza contare poi i lavoratori dell’indotto. Il piano industriale va rigettato perchè non tiene conto di tutto questo”.

Sull’ipotesi di uno sciopero cittadino, rilanciato proprio oggi dal sindaco Marta Vincenzi, Doria è possibilista, ma avverte: “Qualunque strumento di mobilitazione che aiuti la città a difendere il proprio apparato produttivo è utile, ma non serve svegliarsi adesso. Bisogna avere il coraggio di dire che una politica economica seguita da anni e che ha portato all’indebolimento dell’apparato produttivo è da cambiare radicalmente”.