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Il cane può far visita al padrone ricoverato, sentenza pro-animalisti: plauso dell’ex ministro Brambilla

michela brambilla

Varese. In momenti di difficoltà e di grave malattia il conforto del proprio animale domestico può essere molto importate e proprio su questo si è basata la sentenza emessa dal tribunale di Varese, che ha stabilito che il cane può fare visita al suo padrone anche se ricoverato in ospedale, nonostante il regolamento della clinica vieti le visite degli animali.

“Stando il giudice – osserva Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” – il sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse a copertura costituzionale”. Il contraddire un regolamento ospedaliero, che non ammette l’ingresso di animali per ovvi motivi igienico-sanitari, viene motivato con l’evoluzione dei costumi e con il cambiamento della coscienza sociale.

“Una decisione esemplare”. Così l’ex ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, commenta questa decisione. “Esemplare – spiega l’on. Brambilla – per la motivazione, perché riconosce ‘l’evoluzione della coscienza sociale e dei costumi’, in base alla quale il Parlamento ha ritenuto che l’affetto per gli amici a quattro zampe costituisce oramai ‘un interesse’ ricavabile dal ‘tessuto connettivo’ della Costituzione e perché fa riferimento alla Convenzione europea di Strasburgo dove si sottolinea l’importanza del vincolo tra l’uomo e gli animali da compagnia e il ‘contributo’ che essi forniscono alla qualità della vita umana”.

“Ma la definisco esemplare – conclude l’ex ministro – soprattutto perché spero che serva a far cadere ovunque, nel nostro Paese, divieti che nella quasi totalità dei casi non hanno ragione d’essere”.