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Cronaca

Gioco d’azzardo legalizzato e compravendita oro, Silp: “Gravi insidie per la sicurezza”

roberto traverso, silp cgil

Genova. La preoccupante crescita, sul territorio genovese, del fenomeno delle lotterie “legalizzate” e delle oreficerie dedite alla compravendita di oro, stano creando seri problemi per la gestione della sicurezza. Lo denuncia il Silp Cgil.

“La questura di Genova, alle prese con una cronica carenza di personale, ha rafforzato i controlli amministrativi e i controlli mirati all’identificazione di pregiudicati, all’interno di questi esercizi ma si tratta di interventi tampone, spesso mediatici, che non possono risolvere il problema senza un reale coordinamento con chi sul territorio genovese ha un ruolo sociale e politico – spiega Roberto Traverso, segretario provinciale del Silp – E’ semplice e pilatesco, scaricare sulle forze dell’ordine responsabilità politiche dovute a scelte governative che, senza grosse remore, hanno puntato sulle lotterie per risanare i conti pubblici”.

“Il grave fenomeno sociale che sta stravolgendo e affossando molti equilibri familiari non lo si può definire ‘gioco d’azzardo’ perché le video lotterie sono legali – prosegue – Quindi, prima di richiedere un intervento mediatico delle forze dell’ordine, bisognerebbe che i nostri politici locali chiedessero a chi ci governa, di avere il coraggio di far la scelta (giusta) di rinunciare (almeno in parte) all’enorme risorsa economica rappresentata dall’incasso del ‘gioco d’azzardo legalizzato’”.

A Genova attualmente ci sono circa 80 video lotterie soggette ad autorizzazione questorile e più di 5000 slot machine a concessione comunale dislocate in bar, tabaccherie, latterie, edicole, ecc.

“Il Silp Cgil, al tavolo di confronto sugli orari di lavoro con il Questore, sta sostenendo un attenta politica sindacale mirata alla razionalizzazione delle poche risorse a disposizione della Polizia di Stato e non può accettare che un approssimativa conoscenza della normativa da parte degli enti locali, possa far ricadere sulle forze dell’ordine responsabilità politiche che non le competono – dice Traverso – Pertanto, ribadiamo ancora una volta, che l’unico strumento che potrebbe dare una risposta politica sul territorio genovese sull’argomento del “gioco d’azzardo legalizzato” e quello della compravendita dell’oro (che alimenta il silente ma più pericoloso fenomeno delle infiltrazioni mafiose) resta il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal Prefetto di Genova”.

Secondo il Silp in quella sede la politica locale potrebbe dare un contributo efficace alle forze dell’ordine. “Invece di continuare a strombazzare sui giornali l’imbarazzante e anacronistica proposta di militarizzare il centro storico di Genova (con il sostegno di alcuni sindacati autonomi della Polizia di Stato), sarebbe fondamentale che l’assessorato alla sicurezza del Comune di Genova, con il contributo di Provincia e Regione, fornisse dei dati oggettivi in merito al disagio sociale causato da questi fenomeni. Un’attendibile statistica territoriale sul macroscopico aumento delle difficoltà reddituali delle famiglie messe in ginocchio dall’usura non denunciata, potrebbe aiutare le autorità competenti in materia, a giustificare provvedimenti amministrativi di revoca di licenze in determinati quartieri più a rischio sicurezza”, conclude Traverso.

Il Silp chiederà un incontro con il Prefetto di Genova per rappresentare le difficoltà di una categoria “che viene impropriamente individuata come ‘soluzione’ a fenomeni sociali che per essere risolti devono essere affrontati prioritariamente dalla politica e non esclusivamente dalle forze dell’ordine”.