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Genova, sabato il centenario della nascita di Giorgio Caproni

Giorgio Caproni

Genova. “Caproni ci ha lasciato un patrimonio letterario totalmente legato al territorio , dalle sue passeggiate quotidiane in Val Trebbia e a Genova sono nate liriche straordinarie che hanno fatto conoscere questi posti di Liguria in tutto il mondo”. Così Angelo Berlangieri, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Liguria, ricorda il poeta Giorgio Caproni, di cui sabato ricorre il centenario della nascita.

Nato a Livorno nel 1912, il poeta, critico letterario e grande traduttore italiano conosciuto in tutto il mondo, Giorgio Caproni ha cantato con grande affetto la Liguria e in particolare Genova, la sua “città dell’anima” che gli tributò la cittadinanza onoraria. In omaggio al suo amore per la “verticalità” genovese fatta di “creuze” , ascensori e funicolari, anche l’intitolazione di largo Giorgio Caproni, alla stazione della funicolare del Righi.

Giorgio Caproni, scomparso nel 1990, fu maestro elementare in Val Trebbia, a Loco di Rovegno, dove è sepolto insieme alla moglie Rina Rettagliata (“Genova della mia Rina, Val Trebbia aria fina”).

Della Liguria, Caproni ha saputo esprimere, nei suoi versi così scolpiti, secchi ,ma insieme armonici e musicali, la natura di una terra avara falciata dall’arsura del salmastro, che ha inciso le rughe sui volti di marinai e contadini. Per Giorgio Caproni una terra simbolo della fatica umana che ha saputo plasmarla, curarla e coltivarla.