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Genova ricorda Guida Rossa, Vincenzi: “Risvegliò le coscienze”

Genova. “Bisogna vedere in Guido Rossa, uno dei passaggi più importanti nella storia del nostro Paese”. Lo ha detto Marta Vincenzi durante la commemorazione del sindacalista genovese ucciso 33 anni fa dalle Brigate Rosse.

“C’era ancora una tensione molto forte nei confronti dello Stato e molti giovani non avevano deciso se stare con lo Stato o con le Brigate Rosse – ha commentato la sindaco – Dopo la morte di Rossa, invece, tutti compresero quello che erano veramente i brigatisti, cioé assassini e terroristi. Per molti si trattò di un brusco risveglio delle coscienze e il fatto che ciò avvenne solo in seguito a un omicidio è un macigno che ancora oggi pesa tantissimo”.

Cerimonie si sono svolte presso l’Officina centrale dell’Ilva, presso la sede della Camera del Lavoro e in via Fracchia, dove l’operaio-sindacalista venne giustiziato il 24 gennaio 1979. Alla cerimonia, insieme alla sindaco di Genova, é intervenuta anche la moglie di Rossa.

Anche il segretario regionale del Pd, Lorenzo Basso, si è rivolto agli studenti ricordando che “il vero significato della memoria non può che essere la sua trasmissione a chi non ha vissuto quei giorni. Dopo l’assassinio di Guido Rossa la gente iniziò finalmente a capire chi era dalla parte del giusto”.

Un centinaio i cittadini presenti, soprattutto abitanti della zona e amici di Rossa. Tra la gente e le bandiere – rosse, del sindacato e del partito, e tricolori dell’Anpi – anche il questore di Genova Mario Mazza e la vedova del sindacalista, Maria Silvia Carrara. Assente, invece, la figlia Sabina, chiamata a ricordare la testimonianza del padre a Firenze.