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Genova, qualità della vita: gli ingredienti e le lotte di Legambiente per un 2012 migliore

agostini andrea legambiente

Genova. A pochi giorni dal Congresso nazionale di Legambiente, anche la sezione genovese ha le idee ben chiare per cercare di migliorare la qualità della vita nel capoluogo ligure. Innanzitutto prosegue il monitoraggio del territorio, che viene effettuato attraverso il sito www.osservatorioverde.it, a cui ogni cittadino può accedere e rilasciare il proprio contributo attraverso segnalazioni. “Proprio in questo ambito – precisa il presidente del circolo Nuova Ecologia, Andrea Agostini – il 25 gennaio dovrebbe essere pubblicata la stesura definitiva del Puc e quindi procedere con le nostre osservazioni aggiuntive”.

Ma il monitoraggio del territorio non si limita a questo, ma guarda anche alla difesa idreogeologica per cercare di evitare che a Genova possano avvenire nuove tragedie come quella dello scorso novembre. “Non è stato certamente un fatto casuale – spiega Agostini – bensì sono disastri legati alla speculazione edilizia, che dobbiamo bloccare”.

Legambiente punta molto sulle energie alternative. “Il nostro obiettivo è quello di propagandare la green economy per fare in modo di superare l’industria petrolifera e fossile e invece incentivare le forme di energia basate su luce, vento e terra – prosegue il presidente del Circolo – un’altra delle nostre priorità riguarda la mobilità sostenibile, ovvero la valorizzazione del trasporto pubblico, che invece è messo sotto attacco sia a livello nazionale che locale, con politici che da una parte danno e dall’altra tolgono, non mantenendo le promesse. Servono tramvie, la metropolitana sulla linea litoranea, ascensori, treni e autobus e non l’alta velocità”.

Qui arriva un altro punto cruciale, cioè le grandi infrastrutture. “Mi riferisco alla Gronda, al Terzo Valico, al Nodo di San Benigno – dice Agostini – tutte opere inutili, ma in compenso altamente impattanti e a bassissima ricaduta sui bisogni dei cittadini”.

Sempre per migliorare la vivibilità di Genova, per Legambiente è fondamentale tutelare le aree agricole. “Ci sono 80 mila persone che coltivano orti urbani, ma abbiamo anche molte aziende agricole – dichiara Agostini – attualmente, secondo una fotografia aerea sono circa 120 le aree coltivate e sono davvero grandi. Noi crediamo che queste zone garantiscano una migliore qualità della vita per chi le coltiva e per chiunque si cibi dei prodotti a chilometro zero che vi vengono prodotti, oltre a garantire un fondamentale presidio del territorio, necessario anche per prevenire il dissesto idrogeologico. Per quanto la nostra proposta è quella di vincolare ad uso agricolo le aree attualmente coltivate”.

Il ciclo dei rifiuti è un altro punto fermo dell’associazione ambientalista, soprattutto la lotta ai gassificatori e agli inceneritori. A questo proposito si può ricollegare anche la qualità dell’aria nel capoluogo ligure. “Servono più spazi verdi per consentire ai cittadini di respirare aria più sana – dichiara il presidente del circolo Nuova Ecologia – bisogna restituire gli spazi pubblici alla popolazione per il nostro bene, per quello dei nostri figli e dei nostri animali”.

Infine, non è da dimenticare il settore dell’acqua, anche inteso come mare. “Genova è una città di mare, ma soltanto il 15% della popolazione lo può vedere o comunque ha accesso ad esso – conclude Agostini – questo problema va risolto, restituendo il mare ai genovesi facilitandone quindi l’accesso e anche migliorando il rapporto tra essi e il porto, quello che noi cerchiamo di fare da sempre”.