Quantcast

Genova, giorno della memoria, sopravvissuta racconta: “Non odio più i nazisti di allora”

giorno della memoria

Genova. Ha commosso la Regione Liguria Liliana Segre con il racconto del suo internamento a Auschwitz in occasione del Giorno della Memoria celebrato dal Consiglio regionale: “Mi batteva forte il cuoricino quando gli ufficiali mi guardavano, tutta nuda, per decidere se mandarmi nella camera a gas. Dentro di me gridavo ‘voglio vivere’ ‘voglio vivere’ e ogni volta che mi mandavano via era una rinascita”.

“Ero milanese, italiana, avevo 8 anni e andavo a scuola quando scoprii che ero diversa, ebrea, e non ci potei andare più. A tutti chiedevo ‘perche’, perché, perche”, ma nessuno riusci a spiegarlo”, ha raccontato ancora. La testimonianza diretta ha colpito al cuore i presenti, dal presidente Claudio Burlando alle autorità cittadine, fino ai cronisti, e molti non hanno trattenuto la commozione. Solo da poco Liliana Segre ha deciso di raccontare: “quando sono diventata nonna è stato fantastico capire che non odiavo quei giovani in divisa con la svastica e ho trovato la forza di testimoniare”.

Nell’aula del Consiglio affollata anche di studenti, la testimone numero ‘75190’ ha ricordato la violenza psicologica e fisica subita, quando ragazzina di 13 anni, fu separata dall’adorato papà: “non riesco a capire come fece mio padre a sopravvivere alla disperazione”.

“Fui prigioniera- schiava, rasata, denudata, tatuata, vestita a righe, magra e affamata” ha ricordato ancora. Accusa l’ “indifferenza, molto più colpevole della violenza”, ma a 81 anni, con una energia incredibile, esorta a essere forti: “Siamo fortissimi bambini – grida ricordando le difficoltà della ‘marcia della morte’ – non dite mai non ce la faccio più”.

Più informazioni