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Cronaca

Genova e la lotta alla mafia: dal Progetto San Francesco alla Maddalena per dire no ai clan

Genova. Filca e Fiba Cisl, insieme a Siulp, Libera e Aiesec, daranno vita a una redazione itinerante che scriverà un documento di riscossa civile in 150 punti da consegnare a Maria Falcone e al presidente Giorgio Napolitano nel giorno del ventennale della strage di Capaci.

“Oggi la crisi sta mostrando tutta la debolezza del modello sociale fondato sulla speculazione finanziaria e sull’evasione di responsabilità programmatiche per lo sviluppo, e tra queste debolezze certamente c’è l’indifferenza della politica nella lotta alle mafie – spiega Salvatore Teresi, segretario Generale della Filca Cisl ligure e principale organizzatore della due giorni – adesso serve utilizzare i capitali dei boss per rinforzare gli ammortizzatori sociali e per sviluppare ancor di più la rete dei beni confiscati alle cosche per sviluppare imprese sociali, solidali, responsabili e sostenibili. Occorre che la Liguria sia d’esempio per una nuova governance in difesa dell’ambiente, a prevenzione sia dei terribili danni provocati dalle alluvioni, sia per impedire i successivi appetiti criminali che lo stato d’emergenza potrebbero facilitare. Inoltre in questa regione esistono importanti esempi di attenzione, come i protocolli di legalità firmati in prefettura a Genova, con il Comune e Confindustria. Potremmo iniziare da qui, chiedendo un protocollo regionale di responsabilità sociale antimafia, firmato però anche dalle imprese edili, dai sindacati e dagli istituti di credito più importanti, con al centro sempre il ruolo di garanzia e di guida della Prefettura”.

L’edilizia e le banche, colpite entrambi dalla crisi, sono tra i maggiori ambiti di contaminazione mafiosa: a patire il ricatto criminale e l’economia del disonore sono innanzitutto i lavoratori. “A maggiore tutela dei lavoratori chiediamo che il caporalato divenga reato associativo grave, equiparando lo sfruttamento delle persone ai traffici tipici mafiosi e quindi le pene per i caporali devono essere come nei casi di 416bis. questo consentirebbe di sviluppare un fondo strategico di sostegno straordinario per i lavoratori ricattati dalle mafie anche se travestite da caporali presentabili” sottolinea Teresi , rilanciando l’allarme sulle oggettive difficoltà di riconoscere il reato mafioso in modo diretto e quindi a tutela dei lavoratori sotto minacce.

ll Progetto San Francesco, insieme a tutte le associazioni e istituzioni coinvolte, intende sottolineare che si deve entrare in una nuova fase della lotta alla criminalità organizzata: “Siamo chiamati ad una nuova stagione dell’antimafia, successiva all’iniziale epoca degli eroi e dei pionieri e alla più recente delle denunce culturali: adesso serve il momento della responsabilità e della coesione sociale, tutti i soggetti storicamente attivi e nuovi devono produrre proposte e impegni che interrompano il circuito sociale negativo del consenso mafioso – sostiene Alessandro De Lisi, Direttore del Centro Studi contro le mafie del Progetto San Francesco – a partire dal microcredito contro l’usura, con la formazione permanente e mista tra giovani, imprenditori e sindacati, con nuovi strumenti legislativi che semplifichino gli obblighi delle imprese come le white list o la patente a punti”.

La redazione dei “150 punti contro le mafie”, che avrà luogo il 26 e il 27 gennaio, è aperta a tutti. Si può partecipare attraverso la pagina Facebook del Progetto San Francesco, oppure via mail scrivendo all’indirizzo filca.liguria@cisl.it e a delisi.progettosanfrancesco@gmail.com. Il Progetto è nato su iniziativa di Filca, Fiba Cisl e Siulp per promuovere la cultura della legalità tra i lavoratori e produrre nella società civile i necessari anticorpi per respingere le infiltrazioni malavitose dei clan.

Sempre a Genova, il 26 gennaio, sarà aperta una bottega di prodotti delle terre liberate dalla mafia sarà inaugurata in vico Mele da don Luigi Ciotti. Lo ha annunciato questa mattina a Genova l’assessore comunale alla Cultura Andrea Ranieri presentando l’iniziativa i “100 passi verso il 17 marzo”.

Il 17 marzo, a Genova, l’associazione anti-mafia “Libera” organizzerà la giornata nazionale in memoria delle vittime della criminalità organizzata. Da un ex basso per prostitute confiscato alla mafia nel cuore del centro storico di Genova nel sestiere della Maddalena nascerà la bottega di vico Mele, che prenderà il nome di ‘In Scia Stradda, on the road’, dal dialetto genovese ‘sulla strada’, e sarà gestita dalla cooperativa sociale ‘Il Pane e le Rose’, costola della Comunità di San Benedetto al porto. Il 26 gennaio, nella Loggia di Banchi don Luigi Ciotti inaugurerà la bottega e presenterà il suo ultimo libro ‘La speranza non è in vendita.

“Il Comune di Genova è orgoglioso che Libera abbia scelto la Lanterna nel 2012 come città simbolo della lotta della legalità contro la mafia” ha sottolineato Ranieri.