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Cronaca

Genova, continua la protesta e ora parlano i camionisti: “Trattati peggio delle bestie, siamo sul lastrico”

Genova. Nulla si muove sulle strade genovesi. Gli autotrasportatori continuano la loro protesta e gli effetti si fanno sentire. Prima di tutto, sull’economia. Interi settori produttivi sono bloccati e alcune merci cominciano a scarseggiare.

Nelle scorse ore è intervenuto il presidente di Confindustria Genova Giovanni Calvini, con un affondo diretto contro i camionisti: “In un momento congiunturale fortemente negativo, che ha già pesanti riflessi sui livelli occupazionali, ci rammarichiamo che gli interessi di pochi mettano in pericolo la salvaguardia e il bene della collettività. Sosteniamo pertanto fin d’ora lo sforzo delle Istituzioni competenti che vorranno porre in essere iniziative volte a garantire la legalità e il diritto alla circolazione”. Insomma, un vero e proprio appello al governo perchè intervenga il prima possibile per riportare la situazione alla normalità.

Ora parlano i “colpevoli”, coloro che incrociano le braccia e sono da più parti additati come privilegiati. Lo fanno con una certa ritrosia, perchè sono arrabbiati anche con i media, colpevoli, a loro dire, di averli dipinti come in realtà non sono.

“Siamo sul lastrico -spiegano. Non bastano le promesse di Monti. C’è chi ha detto che siamo tutti delinquenti e che abbiamo motivazioni politiche. Tutte falsità. Lavoriamo come bestie e siamo trattati forse peggio”.

Sul tappeto i soliti problemi: ritmi di lavoro impossibili e costi sempre crescenti. “A noi non da niente nessuno. Il gasolio è arrivato a 1.80 euro al litro, l’autostrada aumenta sempre più. Siamo qui pacificamente e aspettiamo che Roma ci dia risposte. Non ce ne andremo finchè non le avremo ottenute”.

C’è poi un fronte tutto interno: alcune organizzazioni degli autotrasportatori si sono schierate contro gli scioperanti ed hanno invitato il governo a tenere duro. “Associazioni -attaccano- come quella del signor Paolo Uggè, alla guida di Fai Conftrasporto da lungo tempo, che alla radio ci ha chiamato delinquenti. Lui ha preso la poltrona trent’anni fa e non la molla. Ha detto alla radio che siamo guidati da altri. Noi -ribadiscono ancora una volta- lottiamo per sopravvivere. Questa è la verità”.

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