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Cronaca

Genova, Amt bis, tagli e licenziamenti: sindacati sul piede di guerra

autobus amt

Genova. Dopo le ultime notizie pubblicate sulla stampa locale in merito alla possibile idea di spacchettare Amt per creare una Amt Bis, i sindacati sono sul piede di guerra.

“Basta pensare alle aziende del comune come a dei poltronifici! Ma che senso ha questa ‘sparata’ a pochi giorni dall’incontro richiesto dalle OO.SS con il sindaco di Genova per la questione Amt? E che senso ha questa ‘belinata’ quando si sta cercando di costituire un bacino di traffico unico a livello regionale ed una azienda unica regionale, per ridurne i costi aziendali, quando poi c’è questo Pico della Mirandola che sta invece pensando di aumentarne il numero? – spiegano i sindacati – solo chi è alla costante ricerca dello scontro sociale può pensare a queste cose e va mandato a casa! Non si devono più permettere di pensare a spacchettare amt! Le oo.ss non sono disponibili a seguire questa strada”.

I Lavoratori di Amt sono stufi di essere considerati la sola causa dei problemi finanziari della società. “L’azienda per risolvere i problemi pensa che occorra – altra bella pensata – tagliare le loro retribuzioni per contenere il costo del lavoro: un costo che è fermo dal Luglio 2008 (accordo dei 50 €) a cui si aggiunge il mancato rinnovo del Contratto Nazionale di categoria scaduto da oltre 3 anni – proseguono i sindacati – Le azioni messe in atto sia all’esterno che all’interno dell’Azienda hanno esaurito ogni margine di manovra, con il taglio di 1,5 mil di chilometri di servizio, l’aumento del 25% del costo del biglietto e il pesantissimo sacrificio accettato dai lavoratori come la cassa integrazione per 200 di loro. Occorre, quindi, che Comune e Regione trovino altre risorse nelle proprie casse limitando delle spese che in momenti normali possono essere anche sostenibili, ma ad oggi certamente no”.

I sindacati sono pronti a mettere in campo ogni azione necessaria per tutelare lavoratori e servizi. “Perché, allora il Pico della Mirandola non propone la diminuzione del costo della macchina comunale e regionale, salvaguardando ovviamente le retribuzioni dei dipendenti, oltre a pretendere la realizzazione di
tutti gli interventi strutturali a favore dell’aumento della velocità commerciale dei bus promessi e mai realizzati? Si potrebbero recuperare un po’ di denari da destinare al sistema del Tpl, che oggi è al collasso – concludono – altro che Amt bis”.

Ma i problemi non finiscono qui e la tensione cresce, anche alla luce del fatto che le lavoratrici e i lavoratori di Sicuritalia Servizi Fiduciari addetti al controllo delle portinerie e rimesse Amt di Genova, sono stati inaspettatamente lasciati a casa. Si tratta di 15 persone che con il nuovo anno non percepiranno più lo stipendio e non potranno più garantire un futuro dignitoso alle proprie famiglie.

Domani, dalle ore 8 alle ore 10.30, la Filcams Cgil ha organizzato un presidio di protesta davanti alla sede di Amt in via Bobbio per chiedere all’azienda municipalizzata trasporti, di farsi carico del grave problema.