Quantcast

Genoa calciomercato, continua la giostra Preziosi: Sculli il figliol prodigo e Merkel l’ingrato… ma non solo

merkel

Genova.Il mercato rossoblù non si ferma. Enrico Preziosi ci prova gusto: l’arrivo di Beppe Sculli è imminente. Il giocatore ha già preso un aereo da Roma, è già atterrato all’aeroporto di Linate ed ha già parlato a Pegli. Il numero della maglia non gli è stato ancora attribuito, ma il ragazzo ha una voglia matta di riassaporare l’erba del Signorini.

“Questa è casa mia -ha subito detto Sculli- devo ringraziare la Lazio ma anche il presidente Preziosi che mi ha riportato qui. Io mi metto a disposizione, ho tanta voglia di fare bene. Ora sono molto emozionato, ritorno ad un anno esatto dalla mia partenza”.

Strana storia la sua: cartellino bianconero sponda Juventus, peregrina in giro per l’Italia, fa benissimo a Modena, gioca nell’under 21, poi la squalifica di 8 mesi e il suo approdo a titolo definitivo in rossoblù. Cuore, grinta, cattiveria, voglia, polmoni. Anni belli quelli di Sculli con Gian Piero Gasperini, tanto belli che l’Inter decide di fargli fare lo stesso viaggio di Thiago Motta e il Principe Milito. Poi Moratti ci ripensa: “Troppo juventino, per noi”. Scusa bieca.

Sculli si perde, gioca qualche partita male, a gennaio 2011 viene ceduto alla Lazio. Un anno strano, con buone prestazioni, culminata nella rabbia di due domenica fa, sfogata dopo la sostituzione voluta da Reja. Lite a bordo campo. La società lo mette fuori, Enrico Preziosi che nel frattempo ha preso Marino e il gioco sulle fasce ritorna ad essere fondamentale lo riporta a casa. Figliol prodigo.

Grande acquisto questo. Grande ritorno. Nessun dubbio.

Nel frattempo Merkel ha lasciato tutti. Preziosi continuava a dire “se il giocatore vuole andare via, lo devo lasciar andare via”. Al Signorini dicono che Merkel non è che fosse troppo convinto, ma il richiamo rossonero, dove ha militato nelle giovanili, è stato troppo forte, soprattutto in un momento in cui c’è una lunga lista di infortunati (Boateng, Aquilani, Flamini e Gattuso).

Chissà se Merkel non trovi spazio anche con il Milan. Peccato perché Marino gli aveva trovato la perfetta collocazione.
La giostra rossoblù continua. Comunque. Se da una parte c’è Sculli, dall’altra nel tridente offensivo si potrebbe collocare Cerci. I calcoli così dicono che ne avanza uno. Nessun allarmismo, perlomeno questa stagione, ma sembra che Luis Enrique (o Luigi Enrico come lo hanno ribattezzato sul web i tifosi giallorossi) abbia messo gli occhi addosso a Rodrigo Palacio.