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Genoa, altro che tenori: Gilardino, Palacio e Jankovic e l’inchino alla Nord

Genoa - presentazione Gilardino

Genova. Alzi la mano chi non ricorda i movimenti impacciati di quel lungagnone di Luca Toni arrivato a Genova dopo qualche buon mese a Roma, ma che ha passato i suoi mesi da queste parti a fare a sportellate contro avversari che alla fine apparivano più svelti e svegli. Qualcuno ricorda ancora il gran gol contro il Grosseto. Va beh.

Saltiamo un anno e ci ritroviamo alle prese con una situazione pressoché identica: è l’airone Andrea Caracciolo a ricordare quell’immobilismo, quella fragilità. Un gran gol a Torino per il pareggio contro la Juventus, poi una malinconica traversata di settimane e mesi di afasia.

In mezzo il solito Enrico Preziosi che dichiara, senza neppur un dubbio: “Sugli attaccanti è un po’ che sbaglio”.

E giù, allora, alla caccia e all’acquisto del vero grande obiettivo dell’estate scorsa: Alberto Gilardino. E qui, di nuovo, alzi la mano chi un po’ ha storto il naso, chi in Gilardino non intravedeva la possibilità dell’ennesimo pacco. Certo, altra caratura tecnica, il Gila, altra età. Eppure, quello che avevano potuto ammirare i tifosi viola non è che fosse proprio una iena.

Gilardino arriva, tante telecamere più che cuori palpitanti. Assieme a lui arriva Pasquale Marino che abdica parzialmente a moduli da lui preferiti, aspetta che anche Rodrigo Palacio si riprenda dall’infortunio e poi piazza quei due il più vicino possibile tra loro e ovviamente alla porta. Poco più in là, a formare un notevole tridente Bosko Jankovic.

Uno per uno: Palacio, Gilardino e Jankovic (non ci perdiamo in stucchevoli crasi stile Milan). L’argentino, alla soglia dei trent’anni che compirà tra qualche giorno, è al massimo della maturità. Gli riesce tutto il possibile e l’impossibile: vedere il gol letteralmente inventato di ieri. Di Gilardino già si è detto, quello che si può aggiungere che anche lui sulla soglia dei 30 non lo si aspettava così piazzato fisicamente. Ieri ha sì dimostrato di essere svelto in area, e sicuramente saranno pochi i palloni che attraverseranno il suo campo visivo e che non saranno trasformati in pericolo per gli avversari, ma nelle due partite casalinghe (ma in parte anche a Cagliari), Gilardino ha dimostrato di aver un campionario di giocate ben più ampie: assist, sponde, appunto sportellate e infine gol.

Poi c’è Jankovic, la sua prestazione contro l’Udinese mostra quali siano i suoi picchi. Il difetto è ancora la continuità. L’intuizione però è che parli calcisticamente la stessa lingua di quei due là, di quei due meravigliosi trentenni che ieri hanno fatto impazzire il Napoli e poi si sono inchinati a ringraziare i tifosi, oltre che a ringraziarsi vicendevolmente.