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Genoa, abc 2011: Operazioni, Principe e Querido

Diego Milito

O come operazioni. Va bene anche per obiettivo e parlando di Genoa e riferendoci agli ultimi giorni del 2011 è doveroso aggiungere “raggiunto”. Alberto Gilardino è sbarcato all’ombra della Lanterna, vestirà rossoblù. Mesi e mesi di trattative ma alla fine il presidente Preziosi ce l’ha fatta. Quattro anni e mezzo di contratto, una firma ricompensata con 1,5 milioni di euro a stagione. Investimento importante, investimento obbligatorio. In attacco serviva un bomber di razza ed ecco l’ex viola.

Il curriculum del “Gila” garantisce per lui. Gol a grappoli con le maglie di Parma, Milan e Fiorentina. Senza dimenticare la nazionale e la Coppa del Mondo sollevata a Berlino con Cannavaro e compagni. Adesso la nuova avventura del bomber e una certezza: i tifosi rossoblù si spelleranno le mani a ogni sua rete. Altre operazioni. Caracciolo è partito in direzione Novara. Su Veloso c’è mezza Europa ma difficilmente il Grifone lo lascerà partire. Piacciono, a prescindere da un’eventuale cessione del portoghese, i vari Biondini (Cagliari), Amorim (Benfica) e Lodi (Catania). E poi c’è Kucka, ritrovasse fiducia e convinzione, sarebbe il rinforzo più utile per il centrocampo di Marino. Per la retroguardia resta battuta la pista che porta a Zaccardo del Parma.

P come Principe. Il riferimento è immediato, il protagonista di questo paragrafo è Diego Alberto Milito. Nel 2011, per la prima volta in carriera, si è presentato al Ferraris nelle vesti dell’avversario. Vederlo in quello stadio con la maglia dell’Inter ha fatto strano a tutti. Il pubblico genoano lo ama ancora e sogna di rivederlo alla corte di Preziosi. Gli applausi che la Gradinata Nord ha tributato all’argentino nel corso di Genoa-Inter li hanno sentiti in tutta Italia.

Quando Ranieri, a pochi minuti dal triplice fischio del match, lo ha richiamato in panchina, l’affetto del pubblico rossoblù è venuto allo scoperto. Sembrava che il suo terzo ritorno al Genoa potesse concretizzarsi già a gennaio ma l’acquisto di Gilardino ha spento ogni speranza. Se ne riparlerà alla prossima sessione di mercato, la storia si ripete ogni volta. Inevitabile, la “colpa” è di Preziosi: “Per Milito le porte del Signorini saranno sempre spalancate”. Una promessa che i supporter rossoblù non dimenticheranno mai. Non possono farlo, il Principe è un vero e proprio idolo.

Q come Querido. Dallo spagnolo “carissimo”, “amato”. La lingua giusta per trattare di Chevanton. L’attaccante uruguaiano non ha mai vestito la maglia del Grifone ma ha fatto sussultare la Nord come pochi altri. Il gol realizzato dall’allora attaccante giallorosso nel corso di Lecce-Napoli ha contribuito e parecchio alla retrocessione dei cugini blucerchiati.

Quel turno di campionato, terz’ultimo della stagione 2010/2011, sancì la supremazia cittadina dei rossoblù (il gol di Boselli al 96° è leggenda) e affossò le residue speranze salvezza di Palombo e compagni. Il successo dei salentini fu una vera mazzata per la classifica doriana (la Samp sarebbe matematicamente sprofondata in B nel turno successivo); un successo inaspettato strappato al San Paolo grazie a una prodezza del bomber sudamericano. A lui la Nord ha tributato un coro che nessuno scorderà mai: “ Din Don, Din Don, Din Don, Din Don, Din Don; intervengo qui da Lecce, ha segnato Chevanton”. Sono passati mesi ma quel canto è ancora nella hit parade della Gradinata Nord.

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