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Politica

Fincantieri, Pd: “Delusione per l’incontro con Passera, riaprire subito il confronto”

lorenzo basso

Genova. “All’indomani dell’incontro con il Ministro Passera non possiamo non esprimere la nostra delusione per l’esito dell’incontro con i sindacati”. Lo scrivono in una nota congiunta il segretario regionale del Pd, Lorenzo Basso, il vicesegretario Giovanni Lunardon e il coordinatore dei parlamentari liguri Pd, Mario Tullo.

“Ci aspettavamo di più e in particolare un indirizzo chiaro di politica industriale che consentisse di affrontare la vertenza Fincantieri non solo sul piano degli ammortizzatori sociali, ma anche su quello necessario dei progetti e degli investimenti in ricerca e innovazione.

Purtroppo tutto questo non si è verificato e l’incertezza sul futuro del cantiere e sulla sua operatività nei prossimi 24 mesi rimane. Siamo consapevoli delle difficoltà economiche e di mercato, ma non è imprenditorialmente, prima ancora che politicamente, pensabile che quella che fino a pochi mesi fa era la più grande industria cantieristica d’Europa non abbia una visione chiara di come rilanciare e dare continuità lavorativa al cantiere presente nel più grande porto d’Italia.
A questo punto diventa necessario riaprire urgentemente un confronto con il Governo, coinvolgendo azienda, sindacati e istituzioni.

Siamo vicini ai lavoratori e comprendiamo la tensione e le preoccupazioni che alimentano le loro iniziative di lotta.
Non è nella nostra storia e nella nostra cultura soffiare sul fuoco delle divisioni e del conflitto sociale. Pensiamo anche che recuperare il filo dell’unità tra le organizzazioni sindacali sia necessario, perché solo così si può dare una svolta a questa vertenza, come è successo mesi fa quando l’unità del sindacato e delle istituzioni ha consentito di arrivare al ritiro del primo piano di Fincantieri che prevedeva la chiusura dei cantieri di Sestri e di Riva.

In questa fase tutti siamo chiamati ad affiancare alla determinazione per la battaglia per il cantiere il massimo della responsabilità e della coesione, ma crediamo anche che, contemporaneamente e celermente debba venire dal Governo un segno di disponibilità a riaprire la discussione.
La battaglia per il futuro di Fincantieri e per il cantiere di Sestri è una battaglia per l’Italia. Il vero segno di discontinuità che ci aspettiamo dal Governo Monti è un serio investimento nell’economia del mare e nella cantieristica. Continueremo a lavorare per questo”.