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Politica

Eccidio di San Martino, Vincenzi parallelo con il G8: “Bugie e coperture indecenti della catena di comando”

vincenzi

Genova. Per un città resistente come è stata Genova, questi sono giorni di commemorazione, sono giorni del ricordo. Il mese di gennaio del 1944 per le alture genovesi sono stati forse i giorni più crudi, più violenti, più devastanti. Con i nazisti che vedevano la sconfitta alle porte e si lasciavano alle spalle violenza e desolazione. Domani la commemorazione dell’incendio di Rossiglione.

Stamattina quella di Forte S. Martino. Ha voluto esserci anche il sindaco di Genova Marta Vincenzi, che ha rilasciato al suo consueto canale di twitter le impressioni. “Stamani a Forte S.Martino. Per ricordare l’eccidio del 14 gennaio 1944. Ne vale ancora la pena? Sì. Sempre. Per ricordare il senso e la differenza tra servire lo Stato e servire il potere. Ne abbiamo bisogno anche oggi. Per dirci ancora partigiani. Della Costituzione”.

Nelle parole di Marta Vincenzi non solo la vicinanza rispetto alla battaglia combattuta dai partigiani durante la resistenza, ma anche un’analogia tra quei giorni e quanto accade per il G8 genovese. “Avezzano Gomez serviva lo Stato. Il Prefetto Basile compiaceva il potere.” Ricordando i protagonisti principali di quell’eccidio, di quella mattanza. E sempre le debolezze umane. Compiacere il potente di turno. Ma si puo’ sempre dire no. Si puo’ sempre non chinare la testa. Essere uomini”.

Ed è proprio in questo contento che la Vincenzi riporta Forte S. Martino al G8: “Nomi di antifascisti trucidati senza colpa. Sangue innocente versato. Allora. Bugie e coperture indecenti della catena di comando. Nel 2001”.
“Lo abbiamo visto nel G8 e Genova come possono cancellarsi le differenze”.