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Cronaca

Doppio tentato suicidio a Marassi, Uilpa: “Meno impieghi nei palazzi di potere, più polizia penitenziaria”

Genova. “Ancora una volta il tempestivo ed efficace intervento della polizia penitenziaria ha impedito che la già lunga scia di morti per suicidio in cella potesse allungarsi. Nella giornata di ieri, infatti, a Genova Marassi un detenuto è stato salvato in extremis dal soffocamento per impiccagione e un altro è stato fermato mentre si apprestava a porre in essere un tentativo di autosoppressione”.

Lo comunica Eugenio Sarno, Segretario Generale della Uilpa Penitenziari, che fornisce alcuni dettagli su quanto accaduto.

“Un detenuto 36enne di origine marocchina ubicato al primo piano della 6° sezione, già sottoposto a grande sorveglianza, ha tentato di impiccarsi con una corda ricavata dall’accappatoio, legata alle sbarre della finestra della cella. L’uomo è stato salvato dagli agenti mentre erano già evidenti i primi segni del soffocamento. Un altro detenuto, un algerino di 42 anni, allocato nella sezione protetta del 4° piano della 6° sezione è stato sorpreso dall’agente di sorveglianza mentre era intento a legare una corda con relativo cappio , ricavata dalle lenzuola, alle sbarre della sua cella. A Marassi sono presenti 805 detenuti, a fronte di una capienza massima di circa 450.”

In questi primi giorni del 2012 è già molto lungo l’elenco di veneti critici verificatisi nei penitenziari italiani che sono monitorati attraverso al pagina web Diario di Bordo pubblicata sul sito www.polpenuil.it.

“Dal 1° gennaio ad oggi la polizia penitenziaria ha già salvato 12 detenuti da morte per suicidio, mentre i tentati suicidi sono stati 43. Due i detenuti morti per suicidio (Genova e Augusta). Gli agenti penitenziari aggrediti e feriti da detenuti risultano essere nove. Due le evasioni portate a compimento (Pisa e Roma Regina Coeli) per un totale di quattro detenuti evasi ( di cui uno ripreso causa fratture al bacino). Da segnalare, inoltre, le risse scoppiate a Como, dove – sottolinea Sarno – non c’è un Direttore titolare e i disordini al Minorile di Firenze. Insomma, in perfetta continuità, la polizia penitenziaria continua a salvare vite, ad essere oggetto di aggressioni e messa nelle condizioni di non poter incidere a salvaguardare i livelli di sicurezza”.

“Vogliamo sperare che il Ministro Severino nelle relazioni che oggi presenterà alla Camera e al Senato sostenga con forza l’urgente necessità di procedere alle assunzioni nella polizia penitenziaria i cui organici registrano vacanze per circa 6500 unità. Così come non recederemo dal chiedere al DAP che si ponga in agenda un piano di recupero della tante, troppe, unità di polizia penitenziaria distolte dai servizi operativi di prime linea perché destinati ad ingolfare le anticamere di politici e dirigenti o chiamati a svolgere compiti non istituzionali all’interno dei palazzi del potere”.

“Speriamo che i vertici politici ed amministrativi comprendano che sottrarre qualche migliaia di poliziotti penitenziari attualmente addetti alle mansioni di usciere e portaborse o applicati ad uffici amministrativi è una prepotente urgenza, propedeutica ad alimentare la speranza che la gestione delle risorse sia improntata, finalmente, all’efficienza ed all’efficacia. Di certo– conclude il Segretario Generale della UIL Penitenziari – tra i costi della politica non possono non essere annoverate anche le ingenti risorse economiche ed umane impiegate per garantire lo status simbol della scorta. Per questo oltre alla compressione del numero di auto blu, il premier Monti non sbaglierebbe a riconsiderare il numero dei destinatari delle tutele di Stato”.