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Cronaca

Domani arrivano i saldi a Genova e provincia, 7 persone su 10 pronte a spendere

saldi

Genova. Mentre montano le polemiche sulle annunciate liberalizzazioni degli orari dei negozi, cresce l’attesa per i saldi, al via dal 5 gennaio al 18 febbraio anche in provincia di Genova.

La crisi economica sembra però non modificare sostanzialmente l’atteggiamento degli italiani verso i saldi: secondo un’indagine di Confcommercio quasi sette italiani su dieci, infatti, non mancheranno all’appuntamento con gli acquisti a prezzo scontato che da domani inizieranno praticamente in tutta Italia.

Alcuni Comuni della riviera organizzano come sempre aventi collaterali per rendere ancora più appetibili gli acquisti: Ascom e il Civ di Chiavari, dopo il successo ottenuto dall’iniziativa nelle tre edizioni precedenti, organizzano di nuovo “Si saldi chi può”. Giovedì i negozi del centro storico resteranno aperti ininterrottamente dalle 9 alle 23.

Iniziativa simile anche a Sestri Levante, con la “notte dei saldi”, in cui i negozi nel centro storico resteranno aperti anche dalle 21 alle 24. L’iniziativa ha il placet del Comune e sarà la prima per promuovere la vita serale anche in inverno. Non mancheranno neppure complessi musicali in piazza Matteotti e lungo il carruggio.

Partono i saldi invernali di Mondovicino Outlet Village di Mondovì (Cuneo): per agevolare i clienti, l’Outlet metterà a disposizione un bus gratuito da Genova nei giorni 6 e 8 gennaio.

Capi di abbigliamento (cappotti, maglioni, pantaloni, giacche, ecc.) e calzature costituiranno, almeno secondo le intenzioni di spesa, le principali tipologie di acquisti; il 68,1% dei consumatori spenderà meno di 200 euro (+11,4% rispetto allo scorso anno) e la quasi totalità delle imprese (96,5%) proporrà ai consumatori uno sconto medio sui prodotti posti in vendita a saldo fino al 50%; per quanto riguarda la qualità dei prodotti stessi, il 90% dei consumatori la giudica positivamente e oltre l’85% pensa che la varietà sia molto o abbastanza buona. Oltre sei consumatori su dieci si sentono tutelati acquistando capi in saldo e il 73,6% attribuisce una maggiore importanza alla qualità rispetto al prezzo; da parte delle imprese del commercio al dettaglio si prevede una contrazione di visitatori nel proprio punto vendita (per il 62,9% degli imprenditori il negozio sarà visitato da nuovi clienti contro il 73,7% dell’anno scorso) e anche una diminuzione del contributo dei saldi alla crescita della clientela.

Infine, ad attendere la fatidica “ora X”, sono soprattutto le donne, gli individui di età compresa tra i 25 e i 44 anni e i residenti del Centro, del Sud Italia e delle aree metropolitane. “Sono ancora estremamente ottimistiche le stime di Confcommercio sull’andamento dei saldi”, commentano Federconsumatori e Adusbef.

“Purtroppo ribadiamo che le previsioni non promettono bene. Il rischio sempre più concreto, infatti, è che si confermi il pessimo andamento già registrato nei consumi relativi alle festività”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti delle due associazioni dei consumatori. “Secondo le prime indagini dell’O.N.F., l’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, pur rimanendo pressoché invariato il numero delle famiglie intenzionate a comprare a saldo rispetto allo scorso anno (circa il 44-45%, pari a 10,8 milioni di famiglie), la spesa sarà decisamente più bassa. Complessivamente ammonterà ad appena 2,4 miliardi di euro. Questo vuol dire – avvertono Federconsumatori e Adusbef – che ogni famiglia che acquisterà a saldo spenderà circa 223 euro, il 19% in meno rispetto allo scorso anno (quando per i saldi invernali la spesa era stata di circa 277 euro a famiglia)”.