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Cronaca

Concordia, blog Costa celebrava l’inchino del comandante Schettino: post rimosso, ma riemerge con Google

costa concordia

Per colpa di un post, frettolosamente cancellato dal blog di Costa Crociere, ma recuperato grazie alla cache di Google, un nuovo imbarazzo ha colto la compagnia di navigazione già duramente provata dal naufragio della Concordia e dalle polemiche sul capitano Francesco Schettino.

La Costa Concordia, mentre affonda nelle acque dell’isola del Giglio, riemerge dal mare di InternetQui, nello spazio virtuale inutilmente rimosso, riappare la manovra dell’”inchino” targata Francesco Schettino: datata 30 agosto 2010, rivolta all’isola di Procida, e osannata dalla stessa Costa Crociere. E il comandante rinnegato? Dipinto come l’artefice di un momento indimenticabile per turisti e procidiani. Altro che manovra imprevedibile e inusuale, viene da pensare. Semmai, una prassi ripetuta, e perfino sfruttata a fini pubblicitari.

“La Costa Concordia il 30 agosto 2010 prima dell’arrivo a Napoli previsto intorno alle 13.00, ha omaggiato con il suo saluto e con la sua breve sosta nella rada della Corricella, l’isola di Procida, tutto ciò grazie al Comandante Francesco Schettino, di Meta di Sorrento”, recita il blog di Costa Crociere.

“Una grande emozione non solo per i procidani ma anche per i numerosi turisti presenti che hanno accolto la grande e possente nave con applausi, striscioni, musica trombette e vuvuzelas, a bordo di motoscafi, pescherecci, natanti di ogni genere – si legge ancora nel post frettolosamente rimosso – L’arrivo della nave è stato annunciato da 10 colpi di mortaio ai quali Costa Concordia ha risposto con 3 fischi di sirena, rituale di saluto. Sicuramente una gioia ed una novità per tutti, anche per gli ospiti della Costa Concordia pronti sui ponti esterni con macchine fotografiche e telecamere ad immortalare quel momento unico, ed a festeggiare e salutare con bandiere e fazzoletti”.

Nessuno poteva immaginare che, un anno e mezzo dopo, a causa di quello stesso “inchino”, macchine fotografiche e telecamere di altri crocieristi avrebbero immortalato una tra le più gravi sciagure in mare degli ultimi decenni.