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Cronaca

Costa Concordia, il comandante delle Capitanerie: ”Schettino ha perso un’ora preziosa”

francesco schettino costa concordia

Proseguono le ricerche dei dispersi sul relitto della Costa Concordia all’Isola del Giglio. I gruppi Saf dei Vigili del Fuoco stanno controllando la parte emersa della nave, mentre gli speleosub e i palombari della Marina Militare ispezionano la parte sommersa, cabine e balconate. Sono invece sospese, su disposizione della Asl di Grosseto, le ricerche nelle zone D ed E della nave, in attesa che si abbiano i risultati delle analisi sulla qualità dell’acqua. In contemporanea, proseguono le operazioni preparatorie allo svuotamento del carburante, condotte dai tecnici della Smit Salvage e della Tito Neri.

Le operazioni di pompaggio dovrebbero iniziare sabato. I tecnici stanno verificando, con l’impiego di sommozzatori specializzati, i punti della nave dove posizionare le attrezzature per l’aspirazione del carburante che dovrà essere preriscaldato per renderlo più fluido. Inoltre, al fine di preservare la stabilità dello scafo, durante l’aspirazione sarà pompata dell’acqua calda nella nave all’interno delle casse che andrà a riempire lo spazio del carburante. Intanto, il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Marco Brusco, è stato ascoltato oggi dalla commissione Lavori pubblici del Senato in merito all’incidente della Costa Concordia.

“Se il comandante Schettino non avesse fatto perdere un’ora preziosa sarebbe andata di lusso. Si sarebbero potute calare le scialuppe con calma, mettere a loro agio le persone”, ha dichiarato. Il comandante ha poi aggiunto: “Invece la prima ora importante è stata persa, si è lavorato in angoscia, lui se ne è andato e ci sono stati ordini contraddittori”.

“Al momento, alla luce di quanto sinora ricostruito – ha spiegato -, si può ragionevolmente affermare che ci sia stato un errore di valutazione ” del ”rischio connesso alla navigazione in acque prossime alla costa”. Il naufragio della Costa Concordia “si colloca – ha osservato ancora – tra i più rilevanti della storia della navigazione marittima per il numero di persone coinvolte: sono state tratte in salvo piu di 4mila persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio e grandissima è stata la partecipazione alla macchina dei soccorsi”. Per la Capitaneria di porto non sarebbe stato possibile, con gli strumenti a disposizione, prevedere il naufragio , ha chiarito Brusco.

“L’Ais non è un sistema preventivo”, ha spiegato. ”E’ come una videocamera davanti a una banca o in autostrada: si va a verificare dopo quello che è successo, se serve”, ha dichiarato. Alla domanda se la capitaneria di porto fosse stata avvisata del cosiddetto ‘inchino’ all’isola del giglio, Brusco ha risposto negativamente. “Non sapevamo assolutamente nulla, ma neanche in altre occasione la Capitaneria è stata avvertita, perché è una manovra che rientra nell’ambito della responsabilità del comandante”, ha detto. Brusco ha quindi chiarito che “sulla nave, come previsto dal diritto, il comandante ha potere assoluto: la responsabilità della manovra e della nave è del comandante. A livello umano può essere incomprensibile il fatto che il primo ufficiale veda il comandante fare una pazzia e non intervenga, ma a livello giuridico è inattaccabile il principio ‘sopra di me c’è solo dio'”.

Riguardo alla manovra di recupero che Schettino ha sostenuto di aver fatto dopo l’urto, il comandante delle Capitanerie ha dichiarato: “con la lettura della scatola nera verificheremo se è stato realmente un atto di perizia del comandante dopo aver fatto la sciocchezza oppure se sia avvenuta casualmente. C’è l’ipotesi che sia stato casuale”. In ogni caso, ha proseguito, “il fatto che questa nave si sia assestata su quegli scogli e a poca distanza terra ferma ha salvato la vita a tante persone”. “Non c’è dubbio che la responsabilità della tutela ambientale e della rimozione del relitto siano a carico dell’armatore, quindi di Costa Crociere – ha precisato infine -, ma non c’è altrettanto dubbio che è compito della protezione civile nazionale controllare, incalzare ed eventualmente sostituire la compagnia rivalendosi in questo caso pecunariamente su Costa”.