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Economia

Ambiente, rapporto Mal’aria 2012 di Legambiente: “Pm 10 a Genova sotto controllo, preoccupano ossidi di azoto e ozono”

Santo Grammatico

Genova. L’Italia soffoca di smog. A rilevarlo è Legambiente, nel suo consueto appuntamento con Mal’aria, il rapporto sullo stato di salute dell’aria delle città italiane.

“Genova non è messa benissimo”, spiega Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria. “Le criticità riguardano due composti chimici: gli ossidi di azoto, dove Genova è 15esima nella classifica nazionale, che dipendono soprattutto dal traffico e dalle industrie, e nel capoluogo ligure dalle attività portuali”.

“La seconda criticità è collegata all’ozono”, continua Grammatico. “In totale a Genova nel 2011 sono stati 54 i giorni di superamento dei limiti individuati dalla normativa, mentre secondo la legge dovrebbero essere 25 al massimo”.

Per quel che riguarda le pm10, in Italia sono 46 le città che hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 di polveri sottili, oltre i 35 giorni consentiti dalla legge. In testa c’è sempre Torino che ha superato ben 124 volte la soglia giornaliera oltre la quale l’inquinamento diventa pericoloso per la salute, insieme ad altre due città del nord, Milano e Verona (entrambe con 107 sforamenti).

Genova ha problemi soprattutto “nel periodo estivo”, spiega Grammatico. Solo solo 13 i giorni di sforamento delle pm10, ma si sono verificati tutti nel periodo tra agosto e settembre. Anche se il limite di legge è di 35 giorni, si tratta di un dato preoccupante. Sappiamo infatti che in estate si verificano condizioni di alta pressione, e il bel tempo fa sì che le polveri rimangano più schiacciate a terra. Oltretutto l’ozono fa parte degli inquinanti che danno origine allo smog fotochimico: si forma con luce e ossidi di azoto”.

“La nostra valutazione è che bisogna continuare a monitorare in particolare traffico veicolare – conclude Grammatico. “Inoltre bisogna tenere sotto controllo le attività industriali del porto, che si è giustamente dotato di un piano energetico ambientale – primo in Italia – e dove si parla di un progetto di elettrificazione delle banchine che sarebbe importante. Si tratta di iniziative che per ora sono sulla carta, mentre bisogna che diventino realtà al più presto”

Per quel che riguarda la situazione nazionale “fino ad oggi le misure messe in campo dagli amministratori sono state decisamente insufficienti e inefficaci – dichiara il responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani – e i segnali che arrivano dalle politiche sul trasporto pubblico non sono certo incoraggianti. Negli ultimi due anni – prosegue Ciafani – al servizio ferroviario regionale è stato tagliato il 75% delle risorse, il che significa che oltre 2,7 milioni di pendolari che oggi scelgono treno e autobus, domani potrebbero vedersi costretti a prendere l’auto”. Legambiente ricorda che il solo PM10 causa ogni anno più di 350.000 morti premature in Europa, secondo quanto dichiarato dalla Commissione Europea, mentre in Italia per ogni 10.000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa delle polveri sottili.

“Servono interventi più ampi e strutturali per ripensare la città nell’ottica della mobilità sostenibile – ha aggiunto Ciafani – e far crescere il numero degli utenti del trasporto pubblico”.