Cronaca

Trasporto pubblico: a gennaio si riapre la partita sull’azienda unica

Regione. Sono passati quasi tre mesi dalla pacifica invasione del consiglio regionale da parte dei lavoratori del trasporto pubblico locale, preoccupati per il forte taglio che con le precedenti manovre aveva ridotto il comparto da 2,2 miliardi a 400 milioni di euro.

Da settembre a dicembre è cambiato il Governo e, su pressioni nazionali e locali, anche i fondi per il trasporto pubblico. Dopo varie trattative, il decreto Monti dovrebbe prevedere 1,6 miliardi di euro per il settore trasporto. Un salto in positivo, anche se all’appello mancano comunque 600 milioni. Alla Liguria, secondo quanto spiegato oggi in un vertice in Regione tra rappresentanti delle istituzioni, delle aziende di trasporto e sindacati, dovrebbero arrivare 135 milioni di euro, treni esclusi.

Il condizionale è d’obbligo, finché in via Fieschi non avranno certezza del nuovo contratto di servizio con Trenitalia, la forbice dedicata a ferro e gomma potrebbe allargarsi. Se sarà confermata l’ipotesi di un aumento (da 78 a 100 milioni), i soldi necessari per onerare il contratto saranno presi da comparto gomma creando un nuovo casus belli. La cifra per autobus e metro scenderebbe infatti sotto i 100 milioni con un dietrofront rispetto ai risultati degli ultimi mesi.

A feste concluse, poi, rischiano di scoppiare altre due questioni incandescenti: l’azienda unica regionale e la cassa integrazione in deroga per alcuni lavoratori Amt, stipulata prima della riforma pensionistica della neo ministro Fornero.

L’azienda unica è però il banco su cui rischia di saltare la trattativa, portando i sindacati a nuove forme di proteste e scioperi già nel mese di gennaio. Il timore delle organizzazioni sindacali è che in molti stiano remando contro il progetto. Contrarie sarebbero non solo le aziende provinciali (La Spezia sembra l’unica al momento disponibile), ma anche qualche membro di giunta, in Regione.

“Dopo l’illustrazione dei dati da parte dell’assessore Vesco – spiega Antonio Cannavacciuolo, UilTrasporti – i rappresentanti delle istituzioni e delle aziende hanno fatto un breve intervento rimarcando le difficoltà del momento e poi invece di firmare i documenti preparati dall’assessore e dare via all’iter per la definizione del bacino unico, sono di fatto sfuggiti, dal discorso e dall’aula. Gli unici rimasti sono stati l’assessore provinciale Annamaria Dagnino e il capo del personale Amt”.

Le vicende nazionali si intrecciano poi con quelle locali. “Con l’abolizione delle province – sottolinea il sindacalista – è meglio agire ora, perché dopo con il commissario sarà tutto più complicato. Noi faremo di tutto perché si raggiunga l’obiettivo, se ci saranno soggetti contrari, anche in giunta, saremo pronti ad aprire la una nuova stagione di conflittualità”.

Un ulteriore problema si porrà con il nuovo assetto pensionistico: i lavoratori Amt con la cassa in deroga che non avranno maturato la pensione dovranno essere riassorbiti sul posto di lavoro causando altri 4 milioni di euro di disavanzo nelle casse di Amt. A questo si va ad aggiungere la “latitanza” del Comune nel fissare una data per incontrare sindacati e azienda. Da indiscrezioni, inotlre, sembrerebbe prendere piede l’ipotesi di un taglio da 10 milioni da parte di Tursi. Una partita su cui i sindacati intendono dare battaglia, mettendo sul piatto anche le nuove entrate previste dall’Imu.