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“Spinellata” davanti alla Prefettura: “La cannabis deve essere liberalizzata anche per i suoi usi terapeutici” foto

Genova. Decina di giovani e meno giovani, davanti alla Prefettura a chiedere con forza la legalizzazione della cannabis e delle cosiddette droghe leggere.

“Questa è una battaglia di diritti, oggi è 10 dicembre che è la giornata nazionale dei diritti. Il proibizionismo risulta essere una causa della violazione dei diritti umani. In Italia dal 2008 quasi 900 mila persone hanno subito sanzioni amministrative penali, solo per la detenzione di sostanze e in particolare di cannabis” dice Alessandra Viazzi Presidente dell’associazione pazienti cannabis.

“Siamo qui a rivendicare il diritto a poter consumare consapevolmente sostanze e non dover subire sanzioni, soprattutto la carcerazione considerato anche il sovraffollamento, quando appunto il 60% dei detenuti è in carcere proprio per la detenzione di droga”.

Non si parla solo di un uso consapevole, ma anche di quello terapeutico, Viazzi infatti dice: “Ci battiamo per il diritto di curarci con questa pianta, siamo portatori di diverse patologie dalla sclerosi multipla, hiv, glaucoma, cancro, molti pazienti sono morti perché non sono riusciti a vedersi riconosciuto il diritto a essere curati”. Qualche passo avanti il movimento è riuscito a compierlo: “Nel 2007 siamo riuscito a far inserire il Thc, cioè l’unico principio attivo stupefacente della cannabis nella tabella 2b dei farmaci stupefacenti con riconosciute proprietà terapeutiche, assolutamente prescrivibili su ricetta bianca non ripetibile dal medico”.

“Nonostante una normativa che esiste dal 1997 che permette l’importazione di questi farmaci – prosegue Viazzi – stiamo portando avanti ora questa battaglia perché questa normativa non viene applicata come si deve e i pazienti trovano difficoltà a trovare il medico e hanno rapporti altalenanti con Asl e ospedali: pazienti che non riescono a ottenerla e persone che se la devono pagare”.