Sostegno ai disabili: “La Regione non ha mai garantito la terapia di mantenimento”

Regione. Nulla di fatto a distanza di un anno, anzi il problema del sostegno riabilitativo ai disabili gravi si ripropone nella sua complessità. L’intesa siglata nel dicembre del 2010 dall’Assessorato regionale alla Salute con l’associazione Nuova Ansie, che appunto si occupa dei temi relativi a interventi e terapia tra Italia ed estero, non ha prodotto i frutti sperati.

Spiega il presidente dell’associazione, Mario Gabriele: “C’era stato un atto di impegno da parte della Regione nel garantire la terapia di mantenimento, che invece non è mai stata garantita”. Il Santa Corona di Pietra Ligure era stato individuato come il centro per i casi più complessi a livello regionale. “Siamo stati i primi a suggerirlo – sottolinea Gabriele – Ma rimane una questione annosa e, nel frattempo, le persone devono poter continuare a curarsi là dove hanno già iniziato la terapia”.

“Alcuni ragazzi traumatizzati, per esempio, hanno bisogno di macchinari che costano 700 mila euro e che a Pietra Ligure non ci sono – aggiunge – E’ quindi più sensato, come abbiamo suggerito, che l’assistenza riabilitativa al Santa Corona sia indirizzata alle patologie meno gravi. Per esempio, chi ora si sta rivolgendo a strutture estere, potrebbe poi iniziare a rivolgersi a Pietra Ligure con cicli di uno o due settimane. Sarà poi il disabile stesso a scegliere dove effettuare le cure”.

“Prendiamo l’esempio di un cerebroleso grave, che all’estero viene seguito da staff specializzati, magari da 10 anni – prosegue il presidente di Nuova Ansiie – Cosa facciamo? Lo portiamo al Santa Corona? Sarebbe un’incognita e un danno psico-fisico”.

Il percorso assistenziale per i disabili rimane quindi sospeso, senza certezze neppure sul versante più cruciale, ovvero l’integrazione con l’estero. “Seguiamo una cinquantina di ragazzi curati in strutture fuori Italia, ma il doppio, almeno, sono a casa e senza terapia. Per questi ultimi il Santa Corona potrebbe essere un buon inizio” conclude Gabriele.

Il percorso assistenziale per i disabili sul territorio regionale rimane quindi, di fatto, sospeso, senza certezze neppure sul versante più cruciale, ovvero l’integrazione con l’estero. “Seguiamo una cinquantina di ragazzi curati in strutture fuori Italia, ma il doppio, almeno, sono a casa e senza terapia. Per questi ultimi il Santa Corona potrebbe essere un buon inizio” conclude Gabriele.

“Risultano più costose le cure nelle nostre strutture ospedaliere piuttosto che nelle cliniche all’estero – osserva il consigliere Edoardo Rixi della Lega – Questo è ingestibile. Abbiamo deciso di fare una verifica sulla base di quanto segnalato ai consiglieri, agli assessori Montaldo e Rambaudi. Ci hanno evidenziato casi di disservizio e malfunzionamenti che costano tantissimo alla Liguria. E’ assurdo che i sistemi di fisioterapia costino di più alla Regione che non in altri centri dell’Unione Europea”.