Cronaca

Sciopero dipendenti pubblici, a Genova Babbo Natale distribuisce i doni amari del governo

Genova. Lo stop dei servizi pubblici per lo sciopero nazionale unitario indetto dai sindacati di categoria di Cgil Cisl e Uil ha coinvolto anche Genova. I lavoratori chiedono di cambiare la Manovra nel segno di una maggiore equità. Il corteo è partito alle 9 dalla stazione Principe e si è concluso con un presidio davanti alla Prefettura.

In piazza è sceso anche Babbo Natale. “Distribuisco i doni che ha portato questo governo, cioè più Iva per tutti, più accise, l’Imu, l’impoverimento generale delle famiglie e soprattutto più tasse ai soliti noti – spiega il Babbo Natale della Cgil, ovvero Rebecca Mantelli – Io mi aspettavo che mi desse risposte diverse, cioè tasse e tagli in maniera proporzionale e uguale a tutti. Invece io porto doni amari alla cittadinanza, mentre altri, come al solito non verranno toccati”.

Per gli statali, la protesta sarà di otto ore mentre per tutta la giornata si fermeranno i lavoratori dell’università e della ricerca. Gli insegnanti incroceranno le braccia per un’ora, a fine giornata, mentre i medici si asterranno per l’intero turno: sono garantite comunque le prestazioni essenziali e le urgenze ed il servizio di pronto soccorso.

“Questo non è che l’inizio di una lotta, che intraprendiamo come Cgil, Cisl e Uil e confederazioni annesse, contro una Manovra che giudichiamo assolutamente iniqua e da cui i politici si sono sfilati per non avere nessuna responsabilità – spiega Luciana Notari, segretario aziendale Asl 3 Genovese – Come sempre la Manovra si va a ribaltare pesantemente sui lavoratori, sui pensionati e sul welfare, cioè sullo stato sociale. Il governo tecnico non ha voluto ascoltare le proposte che abbiamo presentato e quindi siamo stati costretti a cominciare questa lotta, che non finirà, visto che vogliamo riappropriarci di partecipazione, concertazione e diritto a presentare proposte ragionevoli, con risposte altrettanto ragionevoli ed eque”.

Per Pierangelo Massa, segretario Uil Genova, i dipendenti pubblici hanno molteplici ragioni per protestare. “Con queste manifestazioni tentiamo di far modificare la Manovra – spiega – Chiediamo che il governo Monti la finisca di infierire sui più deboli e che invece inizi a far pagare chi ha sempre avuto tanto e non ha mai pagato”. Particolarmente colpito il Terzo settore. “Mettendo a rischio lo stato sociale, il Terzo settore segue a ruota, con centinaia di posti di lavoro in pericolo – conclude Massa – Una manovra, quindi, che uccide lo sviluppo e che graverà anche sulla sanità, con un aumento di tasse e un disservizio terribile”.

Anche per l’assessore comunale Bruno Pastorino, è soprattutto il settore pubblico ad essere penalizzato. “Le lavoratrici e i lavoratori del settore pubblico sono i più colpiti da questa Manovra, perché per 5 anni non hanno contratto, perché sono stati tagliati i salari accessori, perché adesso vengono messi fuori dai livelli occupazionali e perché, infine, si assicurano meno servizi alla gente – spiega – Le ragioni di preoccupazione, quindi, sono molte, con la paura che questo governo faccia un’altra Manovra che penalizzi ancora di più i lavoratori pubblici. Le risposte devono essere adeguate e se il governo non ascolterà le parti sindacali è chiaro che metteremo in campo tutte le iniziative possibili”.

“La cittadinanza non è conoscenza di quanto accadrà veramente perché spesso questa Manovra viene presentata dai giornali come “salva Italia”, ma in realtà verranno penalizzate le fasce deboli della popolazione e verranno tagliati molto servizi che già sono in fase precaria – conclude Pastorino – avremo meno assistenza pubblica e istruzione e più problemi negli accertamenti tributari, quindi meno soldi allo Stato”.