Regione sanità, Morgillo: “Da l’anno prossimo ci sarà una nuova tassa, la chiameranno Burlando-Montaldo”

Genova. Il 2011 sta finendo e le amministrazioni locali devono trovare la quadratura del bilancio. Pe la Regione Liguria, ancora una volta, la questione cruciale è quella relativa alla Sanità. Oggi l’allarme è stato lanciato via Facebook dal consigliere regionale Pdl Lugi Grillo con questo post: “In Regione stanno cercando un pretesto per aumentare le tasse. Questa volta non ci sono dubbi la nuova tassa si chiamerà: Tassa Burlando-Montaldo. Grazie alla loro lungimiranza il disavanzo dei conti della Sanità si aggira sui 170 milioni di euro che dovranno essere coperti con nuove tasse”.

Il timore di Morgillo è che per il bilancio 2011 “gli artifici contabili compiuti fin d’ora per nascondere la reale gravità del disavanzo della sanità che risale sin al 2009 non saranno sufficienti”. Secondo Morgillo, infatti, dal 2009 (anno della rielezione di Claudio Burlando alla guida della Liguria) il disavanzo è sempre stato evidente fino all’ultimo trimestre, quando poi con “emissioni di risorse straordinarie o artifici contabili, come l’utilizzo dei residui della cartolarizzazione dell’anno precedente, hanno azzerato il disavanzo”.

Il punto di Morgillo è che negli anni l’ammontare della spesa sanitaria non è mai diminuito, eppure la parità di bilancio è sempre stata trovata. “Ora siamo a fine anno, i conti del 2011 segnano un disavanzo di 170 milioni, l’unico modo per ripianare questa situazione è quello della vendita del patrimonio: se il disavanzo è 170, le vecchie tasse messe nel 2006 ci danno un gettito di 70 milioni, in questi 70 milioni sono esentati i redditi dai 25 ai 30 mila euro, se togliamo questa fascia che vale circa 30 milioni, per coprire il disavanzo bisogna vendere gli immobili che deve deve fare incassare almeno 70 milioni”.

In linea di massima Morgillo si dice favorevole alla cartolarizzazione, soprattutto ha a che fare con una razionalizzazione della spesa sanitaria, ma in questo 2011 sembra essere tanto tardiva da rendere necessaria anche una legge sulla valorizzazione dei beni: “Se c’era bisogno di una tale legge si poteva fare approvare prima e in più ora bisogna vendere questi mobili in dieci giorni attraverso Arte, ma questo significa solo spostare il problema”.
Il pensiero di Morgillo è che anche se si riuscisse a ripianare il disavanzo in questo modo, se non si contrare la spesa “scatteranno le tasse, ed è quello che stanno provando a fare, anche perché la vendita del patrimonio è una tantum, le tasse ce le hai per sempre”.

“L’unica operazione di razionalizzazione – sostiene Morgillo – c’è stata attraverso lo spostamento dell’Evangelico a Voltri e poi con l’ambulatorio di Sarzana”. Allo stesso tempo, però, quando la Regione ha tentato delle ulteriori azioni, il riferimento è rispetto al Gallino, ha sempre incontrato una fiera opposizione del territorio: “In un momento così difficile deve fare le scelte a prescindere dal fatto che siano popolari o impopolari, bisogna fare gli interessi dei più. Non si piò accontentare tutti, siccome da anni si dice che non possiamo permetterci tanti ospedali così, bisogna passare dalle parole ai fatti, poi tutte le proteste hanno degli aspetti ragionevoli e comprensibili”.

Infine una riflessione sugli stravolgimenti romani: “Adesso non c’è più l’alibi Berlusconi, la regione ora deve fare di necessità virtù: o le fai o non le fai”.