Parte il nuovo orario di Trenitalia, pendolari: “Pensare a un mix di regionali!”

Liguria. Il trasporto pubblico al centro del ciclone. Il Natale non aiuta a fermare le polemiche e la paure sulla mobilità quotidiana, soprattutto in una regione decisamente lunga e che ha avuto sempre infrastruttura con lacune. Oggi e fino all’8 giugno comincia il nuovo orario pensato da Trenitalia. Già nei giorni scorsi le critiche erano arrivate per il taglio della tratta del levante ligure (la soppressione dei treni da Genova a Roma impedisce infatti a molti pendolari di raggiungere il loro luogo di lavoro).

L’agguerrito gruppo di pendolari della tratta Genova-Milano rende noti i disagi per il levante genovese e ligure. “Fino ad oggi pendolari genovesi che lavorano a Spezia potevano contare aull’Escity 9761 (ribattezzato 35261 durante i lavori alla galleria Ruta) che partendo alle 6.51 durante i lavori alla galleria Ruta e alle 7.00 a lavori conclusi, permetteva solo di arrivare alla Spezia alle 8.04. Da lunedì il 9761 non esisterà più”.

“Per riuscire ad arrivare alla Spezia – proseguono – attorno alle 8 dovranno alzarsi un’ora prima e prendere o il FB 9761 alle 6.00 del mattino che arriva alla Spezia alle 6.49, o il R 11239 che parte da Brignole alle 6.15 e arriva alla Spezia alle 7.50. Il R 2041 (Genova Brignole 7.20, La Spezia 9.06) arriva infatti drammaticamente troppo tardi per le esigenze di lavoro del 99% di loro. Lo abbiamo già detto più volte: quando un treno dipendente dal trasporto universale (IC) o da strategie di mercato di Trenitalia (FB) viene soppresso il sistema dei trasporti regionali liguri va in tilt, evidenziando drammaticamente la propria inadeguatezza”.

Anche il coordinamento dei pendolari liguri non manca di far sentire la sua voce, ovviamente di protesta: “Prima hanno soppresso i regionali veloci (o interregionali), poi ci hanno obbligato a pagare di più per salire sugli IC, ora ci tolgono le fermate e trasformano tutti gli IC in Frecce (banche, rosse, argento, ecc.). La soluzione? Progettare un mix di regionali in grado di soddisfare le reali esigenze dell´utenza, senza necessità di pagare dei sovrapprezzi”. L’assessore regionale ai trasporti, Enrico Vesco, in diverse sede si è dimostrato cosciente dei disagi, allo stesso tempo ha restituito la palla al Governo e ai tagli imposti alle regioni.

Il coordinamento dei pendolari liguri fa notare come: “La Liguria, in particolare, ha visto la riduzione delle categorie di treni regionali offerti all´utenza ai soli treni locali e metropolitani, con rarissime eccezioni ottenute dopo dure battaglie da parte dei pendolari. I regionali che possiamo, con qualche approssimazione, definire “veloci” si contano, di fatto, sulla punta delle dita, mentre un sistema ben progettato richiederebbe cadenze almeno orarie di regionali veloci inframmezzate da regionali che fermano anche nelle località minori e da metropolitani sull´area di Genova per offrire corrispondenti possibilità di interscambio nelle stazioni più piccole”.