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Nuove pensioni, Spi Cgil Liguria: “Aspettiamo, ma la riforma deve essere equa”

Liguria. Il piano delle pensioni c’è, ma sull’annunciato pacchetto di interventi in materia previdenziale, che lunedì potrebbe uscire dal consiglio dei ministri, manca ancora l’ufficialità dei contenuti. I punti che trapelano fanno tremare sindacati e parte del Pd: estensione del sistema contributivo, innalzamento dell’età pensionabile per le donne, il blocco dell’adeguamento all’inflazione e la soglia minima contributiva tra 41 a 43 anni.

“Per i sindacati è necessario vedere i reali contenuti della riforma, ma questo succederà solo domenica mattina – spiega Anna Giacobbe, segretario Spi Cgil Liguria – nel frattempo guardiamo con cautela e preoccupazione alle indiscrezioni uscite”. Sabato la Cgil ha organizzato un’assemblea nazionale per rispondere alle preoccupazioni delle persone e per capire il dafarsi successivo. “Vogliamo vedere equità vera, la solidarietà verso il Paese non deve essere solo tra lavoratori, ma tra tutti i cittadini. Fare sacrificare solo una parte di italiani è per noi inaccettabile”.

Il riferimento è alla patrimoniale, misura caldeggiata da molti ma non ancora sdoganata dal neo Governo. “Si dice equità, togliere agli anziani per dare ai giovani ma in realtà a questi ultimi va ben poco. Inoltre la pensione media si aggira sui mille euro, colpendo queste fasce si riduce il potere d’acquisto e si deprime l’economia”.
Se, quindi, per “non mettere la patrimoniale si colpiranno le pensioni, saremo davanti a una manovra che produce ingiustizia sociale e che, tra l’altro non aiuterà il paese a rialzarsi perché così si deprime l’economia”. La preoccupazione si chiama restrizione dei consumi, ma non solo.

L’innalzamento della soglia di anzianità è il punto del muro contro muro tra Cgil e Monti. “Su questo siamo assolutamente fermi – sottolinea Giacobbe – il riferimento ai 40 anni non si tocca”. Senza contare le situazioni a rischio legate a un possibile innalzamento dell’anzianità: sono migliaia e migliaia in tutta Italia, Liguria compresa, le persone per cui, allontanandosi l’età pensionabile, si apre la concreta prospettiva di perdita del lavoro. “Lo scorso governo aveva approntato ammortizzatori sociali per 10 mila casi a livello nazionale, ma era una misura insufficiente. La neo ministro Forneri, ha aumentato il numero, dimostrando un’attenzione apprezzabile a questo grave problema”.

Il passaggio al contributivo per tutti, poi, spaventa sia giovani che anziani. “Va affiancato da uno sviluppo fondi contrattuali – commenta Giacobbe – se agisce su un numero limitato di anni non ha conseguenze troppo impattanti, in caso contrario invece, va definita la salvaguardia sulle conseguenze negative sul valore delle pensioni”. Infine le donne, per cui, nel privato, potrebbe salire l’innalzamento dell’età pensionabile. “La nostra posizione è da sempre critica. Già attualmente l’età è simile a quella degli uomini. Non dimentichiamo che le donne hanno carriere discontinue”. La soluzione per Giacobbe “è l’uscita flessibile, come prevista nella manovra del ’95, poi manomessa dai governi Berlusconi”, ovvero, “andare prima con una forma di penalizzazione oppure rimanere al lavoro con un sistema di incentivi”.