Economia

Natale, “buoni lavoro” sotto l’albero: opportunità per gli studenti

Opportunità sotto l’albero per gli studenti dai 16 ai 25 anni. E’ riservata infatti a loro la possibilità, nel mese di dicembre, a ridosso del Natale, di dedicarsi a qualche lavoro occasionale di tipo accessorio, attraverso il sistema dei ‘buoni lavoro’ rilasciati dall’Inps. L’opportunità riguarda lavori di qualsiasi tipo e in qualunque settore produttivo: industria, commercio, terziario, persino nel pubblico impiego.

In particolare, i buoni lavoro possono essere utilizzati dagli studenti tra i 16 e i 25 anni, se iscritti alla scuola media inferiore e superiore, durante: le vacanze natalizie fino al prossimo 10 gennaio; tutti i fine settimana, nelle vacanze pasquali e in quelle estive. Se gli studenti sono iscritti all’università possono utilizzare i buoni in tutti i periodi dell’anno, compatibilmente con le esigenze didattiche. I ragazzi minori devono presentare l’autorizzazione dei genitori. I datori di lavoro che hanno necessità di servirsi dei lavori accessori proprio a ridosso, e durante le feste fino alla Befana, devono acquistare i buoni lavoro dall’Inps, online attraverso il sito www.inps.it; agli sportelli dell’Istituto; presso le tabaccherie con il logo ‘Rete amica’; presso moltissime banche, comprese quelle popolari.

I ‘buoni lavoro’ sono in vendita nel valore di 10, 20 e 50 euro e disponibili in carnet da 25 pezzi. Ogni buono vale 10 euro. Di essi 7,50 euro vanno in tasca al lavoratore; 1,30 all’Inps per la pensione; 0,70 all’Inail per l’assicurazione contro gli infortuni; 0,50 per spese di gestione. Tra i vantaggi del sistema dei buoni il fatto che le somme sono esenti da tasse; permettono di iniziare a costruirsi un percorso verso la futura pensione; non fanno perdere l’eventuale iscrizione nelle liste di disoccupazione. Una volta terminato il lavoro accessorio il committente consegna tanti buoni quante sono le ore di lavoro.

L’interessato li può incassare presso i rivenditori autorizzati, a partire dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione, presentando la propria tessera sanitaria per la verifica del codice fiscale. Trattandosi di lavori che per loro natura sono limitati nel tempo, la legge pone dei limiti soggettivi all’uso dei buoni: il giovane non può guadagnare più di 5 mila euro netti presso lo stesso committente nell’arco di un anno.

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