Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Monica Frisone, una genovese alla Biennale di Venezia

Più informazioni su

Genova. L’artista genovese Monica Frisone ha concluso il 2011 con una seconda partecipazione alla mostra promossa dal Padiglione Italia “L’arte non è cosa nostra”, chiamata nuovamente da Vittorio Sgarbi ad esporre a Torino, nell’evento conclusivo della 54esima Biennale di Venezia, dopo un primo invito in occasione della precedente esposizione di Milano dello scorso ottobre.

Due opere in mostra, la prima nella storica Galleria milanese Vittorio Emanuele e la seconda nella prestigiosa Sala Nervi di Palazzo delle Esposizioni di Torino. Due lavori tra loro molto diversi, intendendo così sottolineare la versatilità dell’artista, la sua continua evoluzione stilistica e la ricerca di una sperimentazione nell’uso dei materiali più propriamente contemporanei.

La direttrice artistica del duplice evento milanese e torinese, la critica d’arte Giorgia Cassini, già curatrice di una personale dell’artista, ha sottolineato la grande forza estetica delle opere della Frisone, l’ energia che esse emanano e che cattura lo sguardo. In diverse occasioni la dott.ssa Cassini ha avuto modo di evidenziare il carattere cosmopolita di un lavoro da lei giudicato brillante, in splendida progressione, e dall’impatto sofisticato e glamorous.

La Frisone conclude così un anno il cui bilancio è decisamente all’attivo considerando che nel solo 2011, oltre alla citata doppia partecipazione alla Biennale di Venezia, è stata scelta dal direttore artistico del Museo Magma, Paolo Feroce, in qualità di artista in collezione museale, e dalla nuova nata Galleria Avantgarde di design e arte contemporanea che la annovera tra i propri artisti.
Una carriera in costante ascesa, soprattutto se si tiene conto che solo dal 2007 Monica Frisone decise di dedicarsi completamente all’arte; da allora la sua professionalità e la qualità artistica del suo lavoro le hanno permesso di ricevere numerosi riconoscimenti da parte della critica ed essere quindi selezionata in rose ristrettissime di nomi per mostre internazionali.