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Manovra, al via misure da 24 mld, pensioni: uomini a 42, donne a 41

La manovra è pronta. Vale 24 mld, 20 al netto della delega fiscale. E’ confermato l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013, attraverso “una politica di rigore, equita’ e sviluppo”, con “interventi solidi e strutturali”. Arriva una stretta sulle pensioni, con l’estensione del contributivo per tutti, la flessibilità in uscita fra 63 e 70 con fasce diverse per uomini e donne, un incremento dell’anzianità a 42 anni per gli uomini e 41 per le donne. Previsto, sul fronte delle imprese, il taglio dell’Irap sul costo del lavoro.Il provvedimento che ‘esce’ dal giro di tavolo con le parti sociali punta ad avere “un impatto congiunturale positivo e vantaggi a lungo termine”. Il premier Mario Monti e i ministri Elsa Fornero e Corrado Passera, nel confronto con sindacati e associazioni di impresa tuttora in corso, in vista di ubn Cdm che potrebbe essere anticipato a questa sera, forniscono alcuni dettagli sulle misure che saranno presto approvate dal Consiglio dei ministri. Una manovra da 20 miliardi, spiega Monti, più i 4 mld previsti dalla delega fiscale, che prevede l’intensificazione dell’azione di risanamento e una serie di provvedimenti strutturali: da quelli previdenziali fino a quelli infrastrutturali. E questo, avrebbe sottolineato il premier, per assicurare una crescita solida. In attesa delle reazioni delle parti, il premier si è detto comunque “colpito” dalla comune consapevolezza della difficoltà del Paese. Per i sindacati anche una notizia positiva su uno dei temi più controversi negli ultimi giorni. Nel provvedimento che sara’ all’esame del Consiglio dei ministri non ci sarà nulla sul mercato del lavoro. Infatti, avrebbe spiegato Monti alle parti sociali, non e’ stata possibile una concertazione per la necessità di agire in tempi stretti. Secondo il premier, comunque, va alleviato il peso sul lavoro e sull’impresa: è un’opera che va nella direzione corretta. Nel provvedimento, avrebbe assicurato il premier, ci saranno misure che intensificano la lotta all’evasione fiscale.Ecco, tra conferme e qualche nuovo dettaglio, le misure su cui si è focalizzato il confronto con le parti sociali.

Pensioni: La manovra, come illustrato dal ministro del Lavoro Elsa Fornero, prevedera’ nel capitolo pensioni l’estensione del metodo contributivo per tutti. Sara’ flessibile la scelta delle pensioni nel settore privato da un’età minima di 63 anni a 70 calibrata su incentivi per chi resta e disincentivi per chi va via prima. Per le donne la fascia andra’ da 63 a 70 anni, per gli uomini da 66 a 70. Le fasce entrerebbero in vigore nel 2012 ed e’ prevista la convergenza tra l’eta’ di uomini e donne nel 2018, a 66 anni. Saranno abolite le finestre di uscita per le pensioni: ”sono un bizantinismo inutile”. Inoltre e’ previsto l’aumento delle aliquote dei lavoratori autonomi ed un contributo di solidarieta’ per regimi speciali. Sul nodo dell’anzianità, particolarmente sensibile per i sindacati, viene confermato il superamento della soglia dei 40 anni. Sara’ possibile accedere alla pensione di anzianita’ con 42 anni di contributi per gli uomini e con 41 anni di contribuzione per le donne.Protette invece le fasce più deboli per quanto riguarda l’adeguamento annuale degli assegni. E’ previsto un sacrificio per l’indicizzazione all’inflazione ma saranno salve le pensioni minime.

Lavoro: nella manovra non ci sarà nulla per ora sul mercato del lavoro. E’ il settore, ha spiegato il premier Mario Monti, nel quale e’ più necessaria la concertazione. Concertazione che è un po’ meno necessaria nella previdenza e un po’ meno ancora nella politica economica.

Imprese: nel pacchetto le misure per la patrimonializzazione, illustrato dal ministro dello Sviluppo Corrado Passera, l’irap defiscalizzata sul costo del lavoro, nuovo credito attraverso il fondo di garanzia alle pmi che prevede a regime qualche decina di miliardi di euro, sostegno all’internazionalizzazione.