Cronaca

Lavoro, il 2011 si chiude con il segno meno: calano le assunzioni a Genova e in provincia

Genova. Nei primi nove mesi del 2011 il saldo fra assunzioni e cessazioni di rapporti lavoro in provincia di Genova resta positivo, per 5.378 unità (a fronte di 122.162 assunzioni, sono state registrate 116.784 cessazioni), ma si assottiglia rispetto ai primi sei mesi dell’anno, quando era positivo per 7.739 unità (78.535 assunzioni a fronte delle 70.796 cessazioni).

Negativo è stato quindi il contributo del terzo trimestre, luglio-settembre, il cui saldo di -2.361 unità (43.627 assunzioni, 45.988 cessazioni) ha consolidato il trend negativo iniziato a giugno, mese che, da solo, aveva chiuso con un pesante segno meno, pari a 2.557 unità (14.627 assunzioni e 17.184 cessazioni): questo porta il saldo del quadrimestre giugno-settembre a -4.918 unità (58.254 assunzioni, 63.172 cessazioni).

In particolare, si nota un agosto particolarmente difficile (-3,297 unità, saldo fra le 9.823 assunzioni e le 13.120 cessazioni), compensato solo in parte da un luglio positivo (14.662 assunzioni, 13.745 cessazioni, +917 unità) e da un settembre assolutamente stabile (19.142 assunzioni, 19.123 cessazioni, +19 unità).

Può essere interessante, ad ogni modo, rilevare anche il numero delle proroghe di rapporti di lavoro a termine: sommando tali proroghe alle assunzioni, nei primi nove mesi del 2011 si ha un saldo positivo, rispetto alle cessazioni, di 33.173 unità.

Il ‘borsino del lavoro’, che, elaborato dalla Provincia di Genova con il contributo di Motiva, il consorzio che ha in affidamento la gestione di alcuni importanti servizi dei sette centri per l’impiego provinciali, vuol essere il ‘termometro’ puntuale del mercato del lavoro nel nostro territorio, che misura statisticamente i trend delle assunzioni e cessazioni, l’incidenza sul totale delle diverse tipologie di rapporti di lavoro (a tempo indeterminato, a tempo determinato, a progetto, apprendistati, tirocini), l’andamento del lavoro femminile, l’occupazione degli stranieri, il peso dei diversi settori economici.

Nel terzo trimestre 2011, sul totale dei rapporti di lavoro quelli di tipo subordinato, nelle due varianti ‘tempo indeterminato’ e ‘tempo determinato’, rappresentano il 56,4% del totale (sono stati il 51% a luglio, il 50% ad agosto e ben il 64% a settembre). All’interno del lavoro subordinato, si conferma la progressiva erosione della quota di contratti a tempo indeterminato: rappresentano nel trimestre il 16,3% (15% a luglio e agosto, 18% a settembre), valore in calo rispetto agli anni precedenti, quando superava il 20%. I contratti a tempo determinato hanno una quota del 40,1% (36% a luglio, 35% ad agosto e ben 46% a settembre).

Il contratto a progetto nel trimestre rappresenta il 5,8%, mentre il lavoro cosiddetto ‘somministrato’ (ex interinale), segna un 18,6%. La quota dei contratti di apprendistato è del 3,3%, mentre le ‘altre tipologie contrattuali’ registrano un 14,2%.

Per quel che riguarda i settori di assunzione predomina il terziario (74,9%), contro l’11,3% dell’industria e lo 0,4% dell’agricoltura. Una quota dell’11,8% delle assunzioni è di tipologia non definita. Nel terziario, fra le tipologie di lavoro dove si registrano le maggiori assunzioni ci sono turismo e ristorazione, commercio, agenzie di viaggio, attività immobiliari, sanità e assistenza sociale, attività svolte in famiglie.

Infine, la quota di assunzioni di cittadini extra-Ue sul totale è stata nel terzo trimestre del 5,5% per gli uomini e del 7,3% per le donne, quella di residenti in provincia assunti fuori provincia del 12,4%, molto simile a quella (12,6%) degli assunti sul territorio provinciale provenienti da fuori provincia.