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ICI alla Chiesa, Avvenire attacca Baudo: “Dovrei querelare ma li perdono” foto

Genova. Sul palco del 105 Stadium nel corso della serata “Una mano per Genova” Pippo Baudo e il ministro Clini avevano invitato la Chiesa a pagare l’IMU ovvero la nuova ICI.

Oggi il direttore di “Avvenire” Marco Tarquinio attacca il presentatore e il ministro dell’ambiente che “certo non meritano stima” e “non spetta a me dire se meritino querele” per avere detto che é necessario che “anche la Chiesa paghi l’Ici”.

Il presentatore della serata Pippo Baudo non perde tempo e replica al direttore del quotidiano cattolico

“Io dovrei querelare. Sono offeso ma, siccome è Natale e sono cattolico, ho perdonato”. Nelle parole del direttore di Avvenire “c’e molta improvvisazione, un carattere oltranzista. Questo gratuito patrocinio di Tarquinio è eccessivo e nei termini non è democratico né cattolico” sottolinea Baudo. “Ho fatto un discorso pulitissimo e rispettosissimo davanti a un pubblico martoriato dalle intemperie, a Genova. Ho fatto un intervento civilissimo come cittadino cattolico che dà l’8 per Mille alla Chiesa nella dichiarazione dei redditi” spiega Baudo e aggiunge: “sono il primo a ricordare i meriti della Chiesa per l’impegno nei confronti di chi soffre ma il problema Ici esiste ed è delicato, tanto è vero che il Cardinale Angelo Bagnasco, che è una persona civile, ha detto ‘parliamone’.

Oggi il nostro é un Paese laico. Il signor Mussolini fu costretto a firmare i Patti Lateranensi e lo fece per liquidare Azione Cattolica e Don Luigi Sturzo che subito dopo fu espulso e andò negli Stati Uniti.

Fu un mercimonio e oggi ci portiamo ancora dietro la conseguenza di quei patti. Oggi c’é uno Stato che ha bisogno. Tutto un paese che ha bisogno”. “La Chiesa – continua – ha una grande responsabilità e sono convinto che la parte migliore della Chiesa sia responsabile, con in testa Bagnasco” continua Baudo. E incalza: “Non si scrive così. I giornali cattolici, e Avvenire è della Cei, sono espressione della massima autorità ecclesiale. Bisogna stare attenti”.

Purtroppo, secondo il presentatore, “c’é gente che non capisce più che cos’é la democrazia. Sono finiti i regimi dittatoriali, esiste la discussione, i pareri discordi si mettono a confronto. Ora si condanna, ci si affaccia ad un pulpito per condannare.

Non si può fare” afferma Baudo che passerà il Natale con i suoi neo nipotini. E per l’anno prossimo dice: “vediamo che cosa nasce all’interno della Rai. Andrà bene, basta vivere e avere il cervello fresco e indipendente. Bisogna avere – conclude – l’umiltà di correggersi, mai offendere e essere assolutisti”.