Gronda, interrogazione di Chiesa: “Declassare il tratto Voltri-Genova Est”

Genova. Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha presentato stamani un’interrogazione per chiedere al presidente della giunta Burlando e all’assessore alle infrastrutture Paita: se il declassamento delle tratte autostradali comprese tra Genova Volti e Genova Est, è ancora uno degli obiettivi da conseguire attraverso la realizzazione della Gronda di ponente.

Della Gronda di ponente si parla da decenni, si tratta di un’opera infrastrutturale indispensabile al fine di risolvere i problemi del tratto autostradale del ponente genovese dove le code sono ormai all’ordine del giorno e ogni banale incidente finisce per provocare rallentamenti con conseguenze anche sulla viabilità ordinaria della città di Genova.

Negli ultimi anni sono state analizzate una serie di idee progettuali alternative. Infine il Comune di Genova ha imposto il progetto della Gronda Alta che prevede un tracciato di circa trentatré chilometri del quale il 90% sarà realizzato in galleria al fine di limitare al massimo l’impatto ambientale.
Infrastrutture che, secondo le prime stime, indicano un costo complessivo pari a circa 3,5/4 miliardi di euro.

Inizialmente era auspicato, a seguito della realizzazione del nuovo passante, il declassamento dell’attuale tratto autostradale compreso tra Genova Voltri e Genova Est.

Soluzione particolarmente attesa dai cittadini genovesi che, in passato, era posta tra le condizioni irrinunciabili dallo stesso Comune di Genova al fine di procedere alla realizzazione della Gronda di ponente.

Il declassamento porterebbe la città di Genova ad avere una viabilità paragonabile, ad esempio, al raccordo annullare di Roma o alle tangenziali di Milano, viabilità che agevola l’utente per raggiungere i quartieri in breve tempo senza doversi immettere nel traffico cittadino e senza nessun onere.

Nelle provincie di Imperia, Savona e La Spezia sono da tempo in atto progettazioni di interventi per la realizzazione di tratti di “Aurelia bis” che, purtroppo, non sono presenti in provincia di Genova in quanto buona parte delle ex strade Anas e di competenza della Provincia di Genova.

Il declassamento della tratta autostradale Genova Voltri – Genova Est poteva essere funzionale all’estensione dell’Aurelia Bis anche nel genovesato.
L’assessore Paita ha purtroppo escluso la possibilità di declassamento, in quanto non è compreso nel progetto di presentazione della Gronda; l’assessore ha inoltre spiegato che i mezzi pesanti saranno obbligati invece ad utilizzare la nuova Gronda per non pesare nel tratto cittadino della A10.

Il consigliere Chiesa, in occasione della replica, ha ricordato che le maggiori responsabilità per quanto riguarda l’individuazione del tracciato della Gronda Alta sono del Comune di Genova che assumendo “una scelta scellerata” finirà per penalizzare Genova e i suoi cittadini.

Concludendo, con questa decisione Genova non avrà una viabilità urbana per raggiungere i quartieri, come hanno Milano e Roma, avrà invece diverse tratte autostradali a pagamento, conseguentemente la viabilità veloce prevista con la nuova strada a mare finirà per essere appesantita e intasata.

Consigliere Ezio Chiesa