Cronaca

Genova, terminal Rinfuse: sequestro preventivo per sospette emissioni inquinanti

Genova. Quattro persone indagate dalla Procura di Genova per sospette emissioni atmosferiche inquinanti e il sequestro preventivo di alcune aree del terminal Rinfuse del Porto nella zona davanti alla Lanterna. Lo ha disposto oggi il pm Walter Cottugno.

Ai quattro indagati, due appartenenti al settore dirigenziale e due quello tecnico, sono contestati 15 capi d’imputazione. Secondo l’accusa non avrebbero attuato le procedure necessarie per evitare l’aumento delle emissioni di polveri derivanti dalla movimentazione e dallo stoccaggio del carbone e delle rinfuse bianche. L’inchiesta è nata da un controllo dell’agenzia ambientale regionale Arpal. Tra le accuse, quella di utilizzare ruspe non idonee a impedire la dispersione delle polveri.

Contestata l’omissione della pulizia delle aree di stoccaggio. Si è appreso che l’autorizzazione prevedeva lo stoccaggio di 15-20.000 tonnellate di carbone, i cui cumuli non avrebbero dovuto superare in altezza apposite barriere protettive di 5 metri. Al contrario erano state stoccate 60.000 tonnellate. Tra le anomalie riscontrate, anche la mancata installazione di uno specifico autolavaggio per la pulitura dei mezzi utilizzati per il trasporto, quindi la mancata comunicazione all’Asl dell’arrivo di navi con carico di rinfuse polverose.

“La storia dovrebbe insegnare di più e gli operatori dovrebbero seguire maggiormente le indicazioni date dall’Autorità Portuale e rispettare sempre le regole”. Questo il commento di Luigi Merlo, Presidente di Autorità Portuale di Genova.

“Sull’azione giudiziaria si parla di elementi di carattere ambientale ma abbiamo notizia frammentarie – ha precisato -. Dico solo che, nella delibera di oggi, abbiamo evidenziato che in quel terminal ci sono carenze strutturali e ambientali, che avevo evidenziato con una lettera del 24 Novembre all’azienda. Sono preoccupato, sopratutto, per quello che riguarda i lavoratori. Ma ci attiveremo con le organizzazioni sindacali una volta compreso bene l’atto”.