Cronaca

Genova, per gli auguri di fine anno Bagnasco fa appello alla “sapienza”

Genova. Consueti auguri di fine anno e di buon Natala da parte del presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco.
Bagnasco è tornato ad affrontare i temi dell’attualità politica. Parlando di crisi economica, se da un lato ha espresso “stima, apprezzamento e vicinanza” agli operai, in particolare quelli della Fincantieri che nella ‘sua’ Genova si battono per mantenere il posto di lavoro, dall’altro ha rivolto un appello “alla sapienza” sia alle istituzioni, sia al mondo dal lavoro.

Alle istituzioni affinché agiscano “con sapienza”, perché – ha detto – “serve sapienza per decidere per il bene delle persone e per lo sviluppo del Paese”; al mondo del lavoro, affinché capisca quel che “é evidente da tutte le parti”: e cioé che è tempo di “cambiare mentalità”, di “puntare su strade nuove”. “Ci vuole un cambiamento di mentalità rispetto alle modalità del lavoro, all’innovazione, alla progettazione”.

All’indomani dell’approvazione del Senato alla manovra del Governo Monti, mentre nel Paese non si smorzano le polemiche circa i “sacrifici” a cui molte categorie sono chiamate, Bagnasco ha colto l’occasione del suo tradizionale messaggio di Natale alla città di Genova per tornare a toccare temi legati all’attualità politica. Il primi dei quali, inevitabilmente, è la crisi e le misure messe in campo dal Governo per superarla. Secondo Bagnasco, oggi più che mai “serve sapienza”, nel segno della solidarietà. “La situazione è seria e preoccupante per le famiglie, per i giovani, per gli anziani”, ha sottolineato l’arcivescovo di Genova.

“E’ un Natale – ha detto – in cui dobbiamo continuare a pregare” per avere “da una parte il dono di un supplemento di sapienza e di saggezza, in modo da riuscire ad affrontare le difficoltà insieme, nella solidarietà più stretta tra gli uni e gli altri; dall’altra, per avere più sapienza per poter decidere le cose che in questo momento devono essere decise per il bene delle persone delle famiglie e per lo sviluppo del Paese”. Riferendosi alla situazione di Genova, ma con chiaro riferimento alla situazione nazionale, Bagnasco ha tenuto a sottolineare che “ci sono decisioni che non dipendono direttamente dalla città, ma da altre sedi, penso nazionali ma, in un certo senso, anche europee”. “A tutti i livelli bisogna decidere sul futuro della città”, ha precisato.

Nello stesso tempo, secondo il cardinale è venuto il tempo di un cambiamento di mentalità: “Rispetto alle modalità del lavoro, all’ innovazione, alla progettazione, ci vuole un cambiamento di mentalità – ha affermato -. Ormai questo è evidente da tutte le parti, non solo a Genova. Non si può rimanere a guardare pensando ad una storia che è gloriosa, certamente, che non termina di essere ricca di potenzialità e professionalità, ma che nello stesso tempo ha bisogno assolutamente di trovare strade nuove”.