Quantcast
Cronaca

Genova, minicar elettriche donate alla Polizia, Silp: “Ciliegine su una torta che non c’è”

macchine elettriche polizia municipale

Genova. “Apprendiamo dalla stampa locale che la nostra Questura a breve disporrà di 2 nuove minicar elettriche donate dal Comune di Genova alla Polizia di Stato.  Senza entrare nel merito delle caratteristiche tecniche dei mezzi in argomento, costati più di 8.000 euro l’uno (fanno parte di una commessa di 8 mezzi così distribuiti: 4 per la Polizia Municipale; 4 per i Carabinieri e 4 per la Polizia di Stato) ricordiamo che sono state acquistate con l’applicazione del Patto per la Sicurezza 2009, che hanno un autonomia di 60 km e che raggiungono a mala pena i 45 km orari”. Il j’accuse arriva dal segretario provinciale Silp Cgil, Roberto Traverso, all’indomani dell’inaugurazione delle minicar.

“Il Silp Cgil – scirve in una nota Traverso – ancora una volta denuncia pubblicamente contrarietà alle politiche di facciata a spese del Comparto Sicurezza. Troviamo scorretto e non produttivo acquistare “la ciliegina per una torta che non c’è. Gli operatori della Polizia di Stato, ma non crediamo che Carabinieri e Vigili urbani la pensino diversamente, sorrideranno amaramente di fronte all’ennesima beffa che li colpisce professionalmente.

Prima di pensare alla ‘ciliegina’ perché non si pensa alla torta? Sarebbe meglio che invece di assegnarci automezzi “imbarazzanti” per l’inefficacia operativa funzionassero le moto degli Arieti visto che nel più grande Centro storico d’Europa la Questura può impiegarne a mala pena tre, le altre 9 sono in riparazione o fuori uso); sarebbe meglio che invece di quattro volanti per turno a Genova ne girassero qualcuna in più così come sarebbe meglio che il personale Polstato aumentasse a Genova invece di restare sotto il 35% delle piante organiche.

I poliziotti che garantiscono in abiti “civili” (senza divisa) la “scorta” a politici, magistrati e prelati, (concessa a volte con disinvoltura, dal Comitato per l’ordine e la sicurezza Pubblica)” dovrebbero poter “beneficiare del buono vestiario come gli altri investigatori, invece di pagarsi di propria tasca i vestiti”
E invece di utilizzare in soprannumero le Forze dell’ordine allo stadio Ferraris (togliendo risorse ai cittadini) sarebbe meglio che il Comune cominciasse prima di tutto a mettere a norma l’impianto e successivamente a trovare una collocazione idonea per uno di nuova costruzione.

Però per ottenere risultati come quelli appena elencati, bisognerebbe che la politiche per la sicurezza  non si basassero solo su spot mediatici e che il Comitato per l’Ordine e  la Sicurezza Pubblica svolgesse il proprio ruolo tecnico e non politico – conclude Traverso – Occorre un segnale di discontinuità rispetto al passato, ci auguriamo che arrivi presto per il bene del Comparto Sicurezza ma soprattutto dei cittadini”.