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Cronaca

Genova, bilancio di fine anno, Vincenzi: “Un 2011 di resistenza, rigore e operosità”

marta vincenzi

Genova. “Un anno di resistenza, ai tagli e alle intemperie delle crisi”. Così Marta Vincenzi ha descritto il 2011 nella consueta conferenza stampa di fine anno, in cui sindaco e giunta ripercorrono gli ultimi 12 mesi, tra obiettivi raggiunti e buoni propositi. “Tre elementi molto rassicuranti emergono rispetto al futuro – ha spiegato Vincenzi – la capacità di tenuta, forza e rigore, e la riduzione dell’indebitamento. Non siamo cicale, siamo formiche smart – ha aggiunto – intelligenti e lungimiranti”.

Il tema che riaffiora in ogni settore del Comune è “la capacità ormai forte di riferirsi alla dimensione europea, nella promozione della città, così come nel portare avanti progetti senza indebitarsi, perché finanziati dall’Europa”. Ma affiora anche una nuova Genova “che comincia a costruire il futuro intorno alla dimensione di smart city”.

“Ognuno nei vari settori ha inserito elementi di cambiamento forte e concretizzazione di un lavoro durato un mandato” ha sottolineato la sindaco ripercorrendo l’ultimo anno, culminato con l’approvazione del nuovo piano urbanistico e con le innovazioni regolamentari.

Il 2011, per Genova, è questo. “Ma è anche l’anno che ha segnato l’irreversibile consapevolezza: sulle questioni del riassetto idrogeologico e sull’abitare la città, spetterà al 2012 e agli anni futuri costruire un’idea diversa, perché le vecchie strade non possono più essere ripercorse” ha detto Vincenzi con riferimento all’alluvione.

“Anche grazie ai buoni rapporti con l’Europa abbiamo iniziato a chiedere che Genova venga trasformata in una città pilota per la prevenzione nelle aree urbane rispetto ai grandi cambiamenti climatici – ha concluso la sindaco – Con l’alluvione abbiamo assistito ad una bomba d’acqua su un solo quartiere. Per evitare questo tipo di fenomeni stiamo verificando se le azioni già avviate, Seap, Smart City, Patto dei Sindaci, possano essere introdotti all’interno del tema prevenzione, un tema culturale e di politica del territorio che può aprire spazi e scenari inediti e fondamentali”.