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Genoa, Pasquale Marino si presenta: “Lavoro per un calcio spettacolare e redditizio”

Pegli. “Navigheremo a vista, di partita in partita”. L’era Marino, neo allenatore rossoblu, è iniziata oggi con la presentazione ufficiale al Signorini di Pegli. Siciliano, come l’amatissimo Franco Scoglio a cui ha dedicato un passaggio in conferenza stampa definendolo “un orgoglio e un punto di riferimento”, Pasquale Marino torna a sostituire Alberto Malesani, come nel 2007 fu con l’Udinese. Una coincidenza o un buon presagio visti i risultati ottenuti quell’anno. “Anche se – ha tenuto a precisare – questo è un caso molto diverso, a Udine sono entrato a inizio campionato, non in corsa”.

“Certo il massimo sarebbe arrivare anche con il Genoa in Europa League – ha proseguito Marino – ma prima bisogna trovare un sistema di gioco adatto per le caratteristiche dei giocatori a disposizione, recuperare giocatori come Ze Eduardo che ha giocato poco. L’organico però è molto valido, c’è da lavorare un po’, sistemare la squadra con chi arriverà”, ben consapevoli che “le partite non si vincono con il sistema di gioco”.

Genova, è noto, è una piazza più che esigente. “E’ normale che i tifosi si aspettino il massimo, sono abituati a una grande storia e ai successi degli ultimi anni, nel periodo di Gasperini c’era un calcio molto bello”.

Abbinato spesso all’ex tecnico rossoblu dal punto di vista del gioco, Marino parla di Gasperini, ma non di Malesani “grande professionista su cui non posso dare giudizi”. “Gasperini ha fatto qui un ciclo lungo. Abbiamo idee simili, cerco di fare un calcio propositivo, poi bisogna vedere i fatti più delle parole. Il punto ora è trovare gli equilibri giusti per dare un’identità precisa alla squadra e continuità al gioco”.

L’idea è schierarsi con un tridente, 4-3-3, come a Catania e Udine. Ze Eduardo, Gilardino e Palacio tridente? “Non è detto, si può variare, dipende dall’equilibrio dato per supportare l’atteggiamento tattico, ma ora, lo ripeto è prematuro. Ho giocato alcune partite 4-4-2 – ha aggiunto – però in genere preferisco un centro campo pieno con tre attaccanti. A Udine ho lavorato bene, a Parma è andata male, ho commesso degli errori, in generale un allenatore è sempre il primo responsabile, evidentemente non sono riuscito a dare identità tattica e continuità”.

Guardando al campionato in corsa, secondo Marino le prime in classifica stanno giocando “un un bel calcio da vedere. La Juve gioca bene, con molto pressing e ritmi elevati, il Milan invece è più compassato, con fraseggio e alla ricerca di spazi per entrare nell’area avversaria”. C’è ta temere anche l’Udinese con le “sue chiusure e le ripartenze micidiali”. Bene anche la Lazio, mentre “l’Inter è un po’ in ritardo, ma è in netta ripresa, il Napoli sta pagando la Champions, e la Roma sta facendo molto bene nelle ultime tre partite”.

Ma è Gilardino il tema caldo di queste ore. Il direttore sportivo Stefano Capozucca si è detto “ottimista” sull’arrivo in rossoblù. “Speriamo che possa arrivare prima di Cagliari”, ha detto Capozucca riferendosi alla prima partita del 2012 in programma l’8 gennaio a Cagliari. Marino ha commentato: “Spero di averlo a disposizione il prima possibile, si è risolto un problema di fondo. Serviva proprio un giocatore con queste carattaristiche, stiamo parlando di uno degli attaccanti che fa più gol, non ci sono giochi che possano penalizarlo”, ha concluso Marino riferendosi al modulo 4-3-3 da lui impiegato.

Immancabile l’accostamento a Scoglio, il siciliano che a Genova aveva trovato la sua casa. “Franco è stato amato tantissimo dai tifosi genoani, spero di esserlo anche io, per noi siciliani era un riferimento e motivo d’orgoglio”.