Genoa 2011, abc: attaccanti, bidoni e cifre

A come Attaccanti. Nell’elenco dei bomber rossoblù compaiono i nomi dei vari Caracciolo, Palacio, Pratto, Ribas e Zè Eduardo. Giocatori che vivono per il gol, da loro te ne aspetti a grappoli. Peccato che la realtà dica cose diverse. Solo Palacio è riuscito a tenere botta: sei le reti messe a segno dall’argentino in questo primo scorcio di stagione. Gli altri hanno deluso oltre misura: grazie al cielo a gennaio apre la sessione invernale di mercato. A esser buoni, si salvano Zè Eduardo, rimasto a lungo ai box causa infortunio e ancora a caccia della miglior condizione, e Pratto.

Il Cammello si impegna, in campionato ha messo anche un sigillo da 3 punti (contro il Bologna), ma i fenomeni sono decisamente un’altra cosa. Il premio come peggior elemento del parco attaccanti se l’è sicuramente aggiudicato Caracciolo, preso in extremis per non far rimpiangere il mancato ingaggio di Gilardino: con un solo gol all’attivo la missione può tranquillamente dirsi fallita. Poi c’è il povero Ribas, acquistato e mai visto in campo: a gennaio se ne volerà via da Genova con l’Airone. Preziosi si mangia ancora le mani. In estate non ha sbagliato solo la scelta dell’allenatore; col senno di poi, nessuno di questi giocatori (Palacio escluso) avrebbe mai vestito la maglia del Grifone.

B come Bidoni. Di cantonate il Grifone negli ultimi tempi ne ha prese parecchie, in sede di mercato sono stati fatti troppi errori. Quello di quest’anno doveva essere il miglior Genoa dell’era Preziosi: sono bastate 16 giornate di campionato per far ricredere tutti, in primis il presidente rossoblù. Puntare il dito sugli attaccanti è come sparare sulla Croce Rossa, non sono i soli colpevoli di una stagione (non che l’affare Toni di quella passata fosse stata una volpata) fatta di qualche alto e troppi bassi. Andiamo in ordine alfabetico, la rubrica lo impone. Antonelli doveva essere il sostituto naturale di Criscito. Risultato? C’è chi andrebbe a piedi a San Pietroburgo pur di riavere il terzino ora allo Zenit.

Bovo, classe ’83, sembra un ex giocatore: quando ha giocato, ha messo i brividi; di quel difensore che aveva impressionato tutti nella stagione 2007/08 non c’è più traccia. Passando a centrocampo ecco Birsa e Constant. Il primo era una scommessa, doveva dare vivacità e imprevedibilità: ha preso un rosso alla prima giornata per poi immalinconirsi dietro a prestazioni opache e sottotono. L’ex Chievo era invece stata la ciliegina sulla torta del mercato estivo: correre, corre. Peccato che lo faccia spesso a vuoto e che abbia sbagliato il 90% dei passaggi tentati nel corso delle sue 13 presenze. Poi c’è Kucka, lui era stato un bel botto sparato lo scorso gennaio. Aveva stupito tutti, l’errore è stato non cederlo in estate: ha la mente altrove, le lusinghe interiste lo hanno portato ai margini del progetto rossoblù. Speriamo che Moratti lo voglia ancora.

C come Cifre. Sedici le partite disputare dal Grifone in questa prima parte del torneo: 6 i successi (Lazio, Catania, Roma, Novara, Siena e Bologna), 3 i pareggi (Atalanta, Lecce e Juventus) e 7 le sconfitte (Chievo, Parma, Fiorentina, Inter, Cesena, Milan e Napoli). Analizzando questi numeri, si scopre che i rossoblù hanno conquistato 4 dei 6 successi ottenuti, tra le mura amiche del Ferraris; 5 invece le sconfitte accumulate lontano da Marassi. I gol messi a segno sono stati 19 (Palacio è a quota 6, Rossi a 3; Kucka e Veloso si sono fermati a 2; un gol a testa per i vari Mesto, Constant, Caracciolo, Jankovic, Jorquera e Pratto), 24 quelli subiti.

Frey e Veloso i giocatori più utilizzati da Malesani: il francese ha accumulato 1440 minuti di fatiche, per l’ex Sporting Lisbona “solo” 1408; terzo gradino del podio per capitan Rossi e i suoi 1139 minuti giocati. Risultato finale? I 21 punti in classifica che allo stato attuale delle cose garantiscono il 9° posto in classifica. A mister Marino il compito di migliorare le statistiche: l’ex tecnico del Parma ha a disposizione 22 partite per mettere le ali al Grifone e farlo decollare.