Cronaca

Decreto svuota carceri, Coisp: “Basta scaricare mansioni sulla polizia di stato, problemi anche a Genova”

Genova. “Capiamo la situazioni in cui versano gli operatori della polizia penitenziaria, ai quali va tutta la nostra solidarietà per le situazioni di criticità che vivono quotidianamente , però non si può caricare ulteriormente di lavoro gli uomini e le donne della Polizia di Stato , con mansioni che poco o nulla si addicono alla loro preparazione professionale”.

Inizia così l’intervento del Segretario Generale Provinciale Coisp, Matteo BIANCHI, in merito alle legge avanza da questo Governo , cosiddetta svuota carceri: “Anche il carcere di Marassi in questo periodo ha dato dei segnali preoccupanti su come si possa vivere al proprio interno, a causa dell’immancabile sovrappopolamento da parte della popolazione carceraria e la diminuzione delle risorse umane delle Polizia Penitenziaria, però non è accettabile che a causa della politica sciagurata dei Governi che si sono susseguiti in questi anni, che non hanno stanziato fondi per la costruzione di nuove strutture carcerarie, considerato il collasso di quelle esistente, si possa per l’ennesima volta scaricare la palla ai soliti tappa buchi ossia i Poliziotti ”.

Conclude Bianchi: “Questa novità porterà sicuramente ad un inevitabile decremento del controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine, perché dopo aver arrestato un individuo, saranno sicuramente costrette a vigilarlo finché non vi sarà l’udienza del processo per direttissima, che può avvenire anche dopo oltre 48 ore dall’effettuazione dell’arresto stesso , con tutti gli aggravi del caso per gli operatori che stanno su strada. Inoltre le strutture presenti nel territorio nazionale, ubicate nei posti di Polizia, non sono sicuramente adeguate ad un soggiorno forzato come possono essere le carceri , unici luoghi sicuramente idonei a permanenze superiori ad un giorno. Crediamo fortemente che questo Governo tecnico debba trovare soluzioni rapide di risoluzione e non soluzioni tampone che rischiano seriamente di provocare più danni di quelli già esistenti”.