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Calcioscommesse, Genoa-Lazio 4-2: tirato in ballo anche Milanetto

Omar Milanetto

Genova. Si lasciarono in primavera, alla fine dello scorso campionato. Il primo, Omar Milanetto, era uno di quei giocatori che una volta venivano definiti “bandiere”, simboli viventi con la maglia di una squadra, ed una soltanto, sul petto e nel cuore. L’altro, il Genoa. Meglio, la tifoseria genoana, che aveva impiegato un attimo a trasformare l’amore profondo per il giocatore in odio altrettanto viscerale.

La scintilla quella notte del derby, con una Samp ormai disperata. Lo 0-0 si trascinava fino al minuto ’95 e dagli spalti rossoblu arrivava il grido “venduti”. Poi segnò Boselli, il Genoa vinse e Milanetto, piccato, rispose per le rime alla tifoseria. Fine di un amore, striscioni di protesta ed Omar costretto a fare le valigie. Milanetto ora gioca nel Padova, 12 presenze e 3 gol, ma torna ad avvicinarsi al Genoa.

Il calcio, però, non c’entra, se non collaterlalmente, perchè qui si parla di scommesse illecite. Parte tutto da Cremona e dall’inchiesta della magistratura che ha portato a pesanti accuse di combine, tra gli altri, per Beppe Signori e Cristiano Doni. Ieri, però, Carlo Gervasoni, ex calciatore di Albinoleffe, Cremonese e Piacenza, ha parlato davanti ai giudici. Anche di Lazio-Genoa 4-2, giocata il 14 maggio scorso.

“Ho appreso che gli slavi (gruppo, secondo l’inchiesta, implicato nella vicenda ndr) si incontrarono anche con Milanetto del Genoa, il quale a sua volta interessò altri giocatori della sua squadra. Il risultato concordato fu un over riferito al primo tempo”.

Andò tutto come previsto, almeno secondo la testimonianza di Gervasoni: la prima frazione di gioco si concluse sull’1-1. Chi aveva puntato sull’over incassò un bel gruzzolo. Poi la partita fece il suo corso. Innaturale.