Alluvione, il Friuli aiuta la Liguria: tecnologia all’avanguardia per monitorare il territorio

Genova. Un aiuto prezioso quello fornito dal Friuli Venezia Giulia alla Regione Liguria in occasione delle recenti alluvioni. “Il sistema di protezione civile fra tutte le Regioni in casi di eventi come quello che ha colpito la Liguria è fondamentale – spiega l’assessore all’Ambiente Renata Briano – il Friuli Venezia Giulia ha un sistema di protezione civile fra i più evoluti in Italia e il lavoro che hanno fatto con questa mappatura sul nostro territorio ci ha aiutato tantissimo, perché le mappe sono precisissime e costituiscono la base per costruire le future pianificazioni per la messa in sicurezza, stabilire le condizioni di rischio residuo e anche per accedere al Fondo di Solidarietà Europeo dimostrando quali sono le opere necessarie”.

Nel frattempo, ieri è arrivata una importante delibera di giunta regionale per la sicurezza. “Mette in salvaguardia le zone alluvionate, oltre quelle previste dal piano di bacino. In queste zone non sarà possibile edificare e saranno consentite solo quelle opere che sono necessarie per ripristinare le condizioni di vita (acquedotti, fognature, ecc.) – conclude Briano – Per i progetti già in avanzato stato di autorizzazioni o dove i cantieri sono aperti, l’autorità di bacino dovrà dare un parere entro 45 giorni sulla situazione di rischio”.

Alla conferenza di stamattina ha preso parte anche il presidente del Friuli Venezia Giulia, Luca Ciriani, che ha parlato delle criticità della sua Regione e spiegato la collaborazione con la Liguria. “In 3 anni abbiamo avuto ben 13 eventi alluvionali in un territorio piccolo come quello della nostra Regione. Questo significa che purtroppo l’intensità e la frequenza sono molto peggiorate, portandoci a fare prevenzione ancora prima di soccorso, ma il problema è che queste attività richiedono molto risorse, che spesso non ci sono – spiega – nonostante tutto la nostra protezione civile ha messo a punto un’ altissima tecnologia per elaborare le mappe”.

Dal terremoto in poi, il Friuli ha infatti sviluppato una tecnologia fra le più avanzate d’Italia, che viene messa a disposizione di chi lo richiede. “In Liguria abbiamo mappato circa 200 chilometri quadrati di territorio con un sistema di rilievo molto avanzato tecnologicamente, che consentirà adesso di fare l’analisi di quanto successo e dei rischi ancora presenti – conclude Ciriani – si potrà capire come si muove il terreno e prevedere cosa potrà accadere in futuro”.